Autovettura

Un'autovettura o automobile (in forma abbreviata auto) è un veicolo dotato di ruote e mosso da un motore — che può essere a combustione interna, elettrico o di altra natura — destinato al trasporto di persone.
Nel Codice della strada italiano il termine autovettura designa specificamente, all'articolo 54, un autoveicolo con almeno quattro ruote, esclusi i motoveicoli, destinato al trasporto di persone e avente al massimo nove posti compreso quello del conducente[1].
Nell'accezione corrente il mezzo è costituito da una vettura stradale ad autotrazione, in contrapposizione alla vettura a trazione animale, nella quale lo spazio riservato ai passeggeri, detto abitacolo, è provvisto di sedili anche per il conducente, mentre il motore e il vano destinato ai bagagli, detto bagagliaio, occupano volumi distinti della carrozzeria.
Etimologia e genere grammaticale
[modifica | modifica wikitesto]Il termine deriva, pressoché con la stessa accezione, dal francese automobile [ɔtɔmɔbil], composto dal greco αὐτός (autós), «stesso, da sé», e dall'aggettivo latino mobĭlis, «mobile, che si muove»: dunque veicolo in grado di muoversi autonomamente rispetto alla trazione animale dei carri e delle carrozze dell'epoca.
«Mio caro Senatore, in questo momento ritorno dal mio campo di Desenzano, con la Sua macchina che mi sembra risolvere la questione del sesso già dibattuta. L'Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità d'una seduttrice; ha, inoltre, una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, delle donne ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza. Inclinata progreditur. Le sono riconoscentissimo di questo dono elegante e preciso. Ogni particolare è curato col più sicuro gusto, secondo la tradizione del vero artiere italiano. Per consacrare l'accertamento del genere masc. o fem., ormai determinato dalla novissima macchina, Mastro Paragon Coppella, orafo del Vittoriale, osa offerire alla Sua figliuola e alla Sua nuora questi infallibili talismani. Le stringo la mano.
Il Vittoriale. 18 febbraio 1920
- Il Suo Gabriele d'Annunzio»[2]
A cavallo tra il XIX e il XX secolo, nell'epoca pionieristica del motorismo, il termine automobile era usato al maschile e "gli automobili"[3] erano tutti i veicoli, sia terrestri sia natanti, destinati al trasporto di persone o cose e mossi da motori a scoppio, a vapore ed elettrici.
L'ambiguità grammaticale del termine — diffusosi dalla Francia in Italia nel 1876 come aggettivo, e quindi concordabile tanto al femminile ("vettura automobile", "carrozza automobile") quanto al maschile ("carro automobile", "veicolo automobile") — si accentuò intorno al 1890 con il suo sostantivarsi[4]. Inizialmente parve affermarsi il genere grammaticale maschile, come attestato dal Dizionario moderno di Alfredo Panzini, edito nel 1905, che alla voce "Automobile" affermava che il genere maschile tendeva a prevalere.
Non mancarono le conferme letterarie, a cominciare da Filippo Tommaso Marinetti che nel Manifesto del futurismo, pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909, scriveva all'articolo 4 che «un automobile da corsa […] un automobile ruggente […] è più bello della Vittoria di Samotracia»[5], mentre nel «romanzo profetico in versi liberi» L'aeroplano del Papa (1914) ricordava che «gli automobili di piazza sono belli e orgogliosi» e citava «gli automobili dei generali». Similmente Guido Gozzano, al verso 11 della poesia Totò Merùmeni, nella raccolta I colloqui (1911), scriveva: «s'arresta un automobile fremendo e sobbalzando».
In seguito, nel linguaggio comune sia scritto sia parlato, prevalse il femminile; a tale trasformazione contribuì anche l'autorevole opinione di Gabriele D'Annunzio che, in una lettera inviata nel 1920 al senatore Giovanni Agnelli, si espresse a favore del femminile[6].
In alcuni ambiti ristretti, se non specialistici, è ancora possibile ritrovare l'uso del maschile ove si voglia indicare il concetto generico di un qualsiasi veicolo a trazione meccanica, non necessariamente a quattro ruote né necessariamente terrestre, tornando in pratica al significato ottocentesco. È il caso di una certa terminologia burocratica[7].
La successiva evoluzione linguistica registrata dalla parola, ancora una volta a partire dalla Francia già nel 1898[5], è stata l'abbreviazione in auto, comune nel linguaggio parlato — per esempio in espressioni come auto blu — e ampiamente documentata in articoli, studi, libri e in molti titoli di periodici[8]. In questa forma abbreviata entra spesso a far parte, come primo elemento, di numerose parole composte relative all'automobile, sia come sinonimi (automezzo, autoveicolo, autovettura) sia per indicarne particolari tipi (autoambulanza, autobus, autocisterna) o altre realtà connesse (autodromo, autorimessa, autostop). In molti casi il primo elemento auto- viene poi soppresso (autoambulanza → ambulanza, autobetoniera → betoniera, autobus → bus, autocorriera → corriera, autocaravan → caravan); simile è il fenomeno dell'ellissi che dà per esempio il sostantivo utilitaria dalla locuzione automobile utilitaria[9].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Già nel XIII secolo Ruggero Bacone, secondo alcune interpretazioni, profetizzava l'avvento di carri che senza cavalli potessero muoversi con slancio straordinario (Currus etiam possunt fieri ut sine animali moveantur cum impetu inaestimabili)[10], e Leonardo da Vinci disegnò il progetto di un veicolo semovente che non venne mai costruito. Dopo i progetti rinascimentali e il prototipo settecentesco di Cugnot, basato sul vapore, l'automobile come mezzo di trasporto alternativo alla trazione animale si affermò nell'Ottocento.
Per la propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore a combustione interna e la benzina si imposero su tutti gli altri. Anche esteticamente l'automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze, direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli, verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall'altro a fornire maggior comfort ai passeggeri. Nel corso del Novecento i continui miglioramenti della componente motoristica e altre innovazioni, in particolare gli pneumatici, non hanno impedito l'elaborazione di progetti innovativi per i motori e i sistemi di alimentazione.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Normalmente le autovetture sono caratterizzate da tre volumi, detti anche vani: l'abitacolo (per il conducente e i passeggeri), la zona destinata ai bagagli (abbastanza contenuta) e il vano del motore. Ciascuna di queste parti può essere più o meno in evidenza nel disegno della carrozzeria.
Il numero dei posti può variare da un minimo di due a un massimo di nove, compreso quello del conducente. In alcuni casi i sedili sono permanentemente ancorati alla carrozzeria, in altri casi sono rimovibili. La movibilità dei sedili permette di armonizzare più efficacemente il trasporto di persone con l'occasionale necessità di trasportare merci.
La morfologia delle autovetture è abbastanza variabile.
Principali tipi di autovetture
[modifica | modifica wikitesto]Le immagini che seguono illustrano le forme più diffuse delle autovetture, sulla base delle indicazioni delle Norme ISO 3833:1977, a cui le stesse direttive comunitarie fanno tuttora riferimento. La carrozzeria è un aspetto fondamentale dell'autovettura e ne permette una più facile identificazione. Le case costruttrici, tuttavia, sono costantemente impegnate a creare nuove forme e funzionalità per i propri autoveicoli, tanto che non sempre è facile ricondurli alle tipologie definite dalle norme. Sotto ogni immagine è stato riportato il codice di carrozzeria corrispondente. Si tratta della sigla con cui, nell'ambito dell'Unione europea, vengono identificate le carrozzerie delle autovetture. Nelle carte di circolazione italiane (quelle in formato A4), tale codice è annotato nel campo J.2 del secondo quadrante.
Berlina
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In questa autovettura l'abitacolo e il bagagliaio sono separati fra loro: ciascuno di essi ha accessi indipendenti. Di solito, presenta due (o più) finestrini su ogni fiancata e quattro portiere. I posti totali sono normalmente 4 o 5, distribuiti su due file trasversali. Questo tipo di carrozzeria è detto anche a "tre volumi".
Esiste anche una variante chiamata 2 volumi e mezzo, caratterizzata da un terzo volume estremamente contenuto, tanto da essere in molti casi confuso con una due volumi, un esempio è la Fiat Bravo/Brava, la brava è un 2 volumi e mezzo, mentre la bravo è un due volumi.
Due volumi
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A differenza della precedente, in questa autovettura le portiere possono anche essere due, ma in genere l'auto è detta a tre o a cinque porte, con il vano bagagli in qualche modo comunicante con l'abitacolo, anche se risulta più facile l'accesso dal portellone posteriore. Questa configurazione viene utilizzata in molte vetture medio piccole e nella maggior parte delle utilitarie, per poter fornire maggiore elasticità di carico, e quindi poter scegliere, a seconda delle necessità, il trasporto dei passeggeri nei sedili posteriori, oppure una maggiore volumetria del piano di carico, abbattendo lo schienale posteriore. Rientrano in questa categoria anche gran parte dei fuoristrada e dei SUV.
Monovolume
[modifica | modifica wikitesto]Quasi sempre dotata di quattro portiere, o anche detta “auto a cinque porte”, la sua forma è fortemente influenzata dal vano bagagli come nella due volumi; rispetto a quest'ultima si differenzia per la cubatura interna maggiore e per l'altezza molto più pronunciata e paragonabile a quella delle SUV. Le altre misure di ingombro differiscono poco da quelle delle normali berlina e coupé.
Familiare
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Quasi sempre derivata da un modello berlina, la familiare ha di solito un profilo abbastanza allungato nel posteriore, per ampliare il vano di carico dei bagagli, ma a volte anche per ulteriori sedili passeggeri, quindi è più ampio di quello che caratterizza la classica auto a due volumi. I posti totali a sedere, in genere, sono 5, ma possono anche arrivare a 7. Le portiere laterali sono 4 (più raramente 6) e su ciascuna fiancata possono essere presenti più di 2 finestrini. Nella parte posteriore si trova solitamente un portellone singolo o anche doppio.
Coupé
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Autovettura concepita per due sole persone (autista e passeggero), è caratterizzata spesso da una linea sportiva, slanciata e filante, ma son sempre più frequenti i modelli con ulteriore seduta posteriore, per quanto solitamente definibile “di fortuna”, detti anche “2+2”.
Decappottabile
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Tra le “auto aperte” o con “tetto apribile”, dette anche convertibili, rientrano diverse tipologie di auto e di varianti, da quelle con il solo tetto apribile, tipo la Citroën Dyane, a quelle completamente aperte e senza la possibilità di chiusura, come la Ferrari 166 MM.
Barchetta
[modifica | modifica wikitesto]La barchetta è un tipo di carrozzeria automobilistica completamente priva di capote e di finestrini laterali, caratterizzata da un parabrezza di ridotte dimensioni, a volte diviso in due parti o anche completamente assente. Il nome è dovuto alla somiglianza della vettura ad un piccolo motoscafo.
Cabrio
[modifica | modifica wikitesto]La cabrio è un tipo di carrozzeria che può scoprire l'abitacolo, ripiegando la capote meccanicamente o manualmente nella parte posteriore dell'auto; la copertura può essere in tela (soft-top) o in materiale rigido (hard-top), ed in alcuni modelli, può essere completamente sganciata dall'auto e lasciata in garage. Da qualche anno, in alcuni modelli, viene utilizzato anche il vetro, come materiale della capote, in modo da poter offrire la sensazione d'essere all'aria aperta o in “open-air”, anche con il tetto chiuso.
Roadster
[modifica | modifica wikitesto]La roadster, sul mercato automobilistico statunitense, è una vettura leggera sportiva, a due posti, scoperta, dotata di tetto ripiegabile, ma senza montanti e senza finestrini laterali.
Spider
[modifica | modifica wikitesto]La spider o spyder è un'automobile con carrozzeria cabrio a soli due posti, di impronta sportiva, con montanti e finestrini laterali.
Targa
[modifica | modifica wikitesto]La targa è un tipo di carrozzeria con tetto rigido asportabile, solitamente di materiale plastico, sorretto dal parabrezza e da un robusto roll-bar centrale. In pratica, è una carrozzeria a metà strada tra coupé e spider.
Veicolo multiuso (o monovolume grande)
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Le direttive comunitarie lo definiscono come veicolo "destinato al trasporto di passeggeri e dei loro bagagli o merci in un unico vano". Ha un profilo spesso continuo, non spezzato, che delimita senza distinzione i tre vani principali dell'autovettura (abitacolo, bagagliaio e vano del motore). Talvolta, invece, è più simile a quello delle familiari. Autovetture di questo tipo sono, per esempio, Renault Espace, Lancia Phedra, Ford Galaxy e Fiat Ulysse. I sedili sono rimovibili e possono perciò essere smontati e reinstallati grazie a pratici sistemi di ancoraggio. Il numero dei posti, di solito, va da un minimo di 5 a un massimo di 9.
Sicurezza
[modifica | modifica wikitesto]La sicurezza dell'automobile comprende sia la componente intrinseca del veicolo come la sua prestazione, stabilità, controlli alla guida attivi (che prevengono l'incidente) e passivi (che gestiscono la situazione d'emergenza), con le varie unità di controllo elettronico e ADAS, ma anche la corretta gestione e verifica periodica del mezzo permettono di mantenere un livello di sicurezza stabile nel tempo, inoltre anche grazie alle varie agenzie di verifica sulla sicurezza dei veicoli (come la Euro NCAP), nei decenni sono progressivamente migliorate le prestazioni dei mezzi agli impatti.
Con l’introduzione delle interfacce più complesse si è aperto per gli hacker la possibilità di attaccare il veicolo, come la violazione dell'accesso al veicolo fino a poter eseguire l'avvio e guida del veicolo[11] senza più dover incontrare la difficoltà di manomettere manualmente la serratura del veicolo, inoltre i veicoli che sono muniti di queste interfacce informatizzate possono essere attaccati e controllati dalla distanza anche con il mezzo in movimento.[12]
Impatto ambientale
[modifica | modifica wikitesto]Le auto contribuiscono in modo significativo all'inquinamento ambientale sia per la loro produzione, che durante l'uso sia una volta rottamate[13], dovendo tenere conto dell'intera analisi del ciclo di vita.
Più dell’80% del materiale che compone un’autovettura è integralmente riciclabile. Infatti è possibile riciclare[14]:
- l'olio lubrificante
- le batterie
- gli pneumatici
- i componenti RAEE
- le lampadine
- i vetri
- la plastica
- i metalli
- le imbottiture
- i tessuti
Ci sono stabilimenti dove si producono auto con l’energia ricavata dai pannelli solari[15].
L’Ue nel 2015 ha stabilito che si deve riciclare il 95% del peso di un’auto[16][17]. Nel 2018 ha pubblicato un report secondo cui ogni anno 4 milioni di veicoli sfuggono alla rottamazione influendo pesantemente sull'impatto ambientale[18].
Alcune persone, col riciclo creativo, riutilizzando buona parte delle auto rottamate per creare vari oggetti[19].
La ricarica a induzione magnetica è uno dei principali oggetti di studio per ricaricare le auto elettriche in modo veloce e poco inquinante, una tecnologia che consente di ricaricare la batteria con la tecnologia wireless[20] ricaricando l’auto dai pavimenti di un garage o anche quando il veicolo è in movimento, grazie a degli appositi sistemi posizionati sulle autostrade[21][22].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Art. 54. Autoveicoli, su aci.it, 15 settembre 2023. URL consultato il 17 maggio 2025.
- ↑ Il testo è ripreso dal Corriere della Sera del 27 ottobre 2003, p. 25.
- ↑ Sull'aspetto linguistico della nascita dell'industria automobilistica a Torino cfr. Elena Fornero, Gli automobili. Il lessico delle prime quattro-ruote tra Ottocento e Novecento, Venezia, Marsilio, 1999, ISBN 88-317-7341-0..
- ↑ Aldo Gabrielli, Dizionario linguistico moderno, 3ª ed., Milano, Mondadori, 1961, p. 71.
- 1 2 Giulio Nascimbeni, Dopo Panzini e Marinetti l'automobile fu femmina, in Corriere della Sera, 22 ottobre 1994, p. 44.
- ↑ Giordano Bruno Guerri, Filippo Tommaso Marinetti, Milano, Mondadori, 2009, p. 57, ISBN 978-88-04-59568-7.. L'autore indica però il 1923 come data della lettera.
- ↑ Fra i numerosi esempi d'inizio Novecento si possono ricordare Ettore Donetti, I velocipedi e gli automobili nella legge e nella giurisprudenza, Rocca San Casciano, Cappelli, 1908. e Automobile Club d'Italia, Memoriale sulle nuove disposizioni legislative e regolamentari per gli automobili, Torino, Baravalle e Falconieri, 1909..
- ↑ Auto, su Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana.
- ↑ Utilitaria, su Vocabolario on line, Istituto della Enciclopedia Italiana.
- ↑ Automobile, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑
Keyless, senza chiavi e.. senza auto, su YouTube, Google LLC. URL consultato il 27-08-2025. - ↑ Le auto nel mirino degli hacker, su Touring Club Svizzero. URL consultato il 28 agosto 2025.
- ↑ Emissioni di CO2 delle auto: i numeri e i dati. Infografica | Attualità | Parlamento europeo, su europarl.europa.eu, 25 marzo 2019. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ admin, Cosa riciclare della tua auto, su Rinnovabili, 22 febbraio 2013. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Nissan: energia solare per la produzione di auto nel Regno Unito, su Newsroom Ufficiale di Nissan Italia, 1º giugno 2016. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Anche l'auto si può riciclare, su LifeGate, 16 dicembre 2015. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Di Redazione, Recupero pezzi auto, su Non Sprecare, 16 giugno 2015. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Boom di auto “fantasma” in Europa: ogni anno 4 milioni di veicoli scompaiono. E sfuggono alla rottamazione, su EuropaToday. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ I 20 modi più creativi per riutilizzare vecchi ricambi d'auto, su YouMedia. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Auto elettriche, ora la Cina punta sulla ricarica wireless: ecco come, su InsideEVs Italia. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Auto elettriche con ricarica wireless: come funzionano? | PG Magazine, su PagineGialle Magazine. URL consultato il 12 gennaio 2021.
- ↑ Auto elettriche e ricarica: il futuro è (anche) wireless, su MOTUS-E, 8 maggio 2019. URL consultato il 12 gennaio 2021.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni sulle automobili
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulle automobili
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- automobile, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- (IT, DE, FR) Autovettura, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) Christopher G. Foster, Orville C. Cromer, George C. Cromer e Ken W. Purdy, automobile, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Opere riguardanti Automobiles / Cars, su Open Library, Internet Archive.
- Autovettura, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Automobile, su Wikizionario.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 2431 · LCCN (EN) sh85010201 · GND (DE) 4129315-0 · BNE (ES) XX525492 (data) · BNF (FR) cb11930996t (data) · J9U (EN, HE) 987007295707005171 · NDL (EN, JA) 00574667 |
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