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Lorenzo Quilici

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Lorenzo Quilici (1938 – Roma, 13 agosto 2026) è stato un archeologo e topografo italiano, professore ordinario di topografia dell'Italia antica all'Università di Bologna e fondatore della rivista Atlante tematico di topografia antica.

Fra il 1969 e il 1990 fu ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche: sua prima sede fu l'Istituto per gli studi egeo-anatolici, cui subentrò il Centro di studio per l'archeologia etrusco-italica.[1][2] La cattedra di topografia dell'Italia antica all'Università di Bologna fu sua dall'anno accademico 1990-1991 fino al 2010; nello stesso ateneo egli tenne la direzione dell'Istituto di Archeologia e il coordinamento del dottorato della disciplina.[1]

Gli scavi che diresse si distribuirono fra Roma e il Lazio, l'Etruria, il Molise, la Basilicata e la Calabria, oltre che a Cipro; il lavoro all'estero toccò anche la Turchia, mentre la cronologia dei suoi interessi si estendeva dall'età del bronzo al Rinascimento.[1] Il metodo, fondato sulla ricognizione di superficie e sul rilievo, era rivolto alla viabilità romana, alla forma delle città e all'organizzazione del territorio.[1]

Con la moglie e collega Stefania Quilici Gigli condusse fra il 1974 e il 1992 una ricognizione sistematica del Latium vetus, nell'ambito di un programma promosso dal Centro di studio per l'archeologia etrusco-italica del CNR.[3] Le ricerche confluirono nella serie Latium vetus, aperta nel 1978 dal volume su Antemnae, introdotto da una prefazione di Massimo Pallottino, e proseguita con quelli su Crustumerium, Fidenae e Ficulea.[4]

Il suo contributo sulle strade e sui ponti romani è compreso fra i capitoli dell'Oxford Handbook of Engineering and Technology in the Classical World.[5]

Nel 1992 fondò con Stefania Quilici Gigli l'Atlante tematico di topografia antica, rivista annuale pubblicata da «L'Erma» di Bretschneider e da lui diretta fino alla morte, con Quilici Gigli condirettrice; la rivista è classificata di fascia A dall'ANVUR per i settori concorsuali dell'area 10.[2][6] Sempre con la moglie diresse inoltre la rivista Orizzonti. Rassegna di archeologia, pubblicata a partire dal 2000.[1]

Affiliazioni accademiche

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Fu membro onorario della British School at Rome, dell'American Philological Association e dell'Archaeological Institute of America, e socio della Pontificia accademia romana di archeologia, dell'Istituto archeologico germanico e dell'Accademia di archeologia, lettere e belle arti di Napoli.[1] Dell'Istituto nazionale di studi etruschi ed italici fu membro corrispondente.[7]

Riconoscimenti

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  • Alla sua morte, avvenuta il 13 agosto 2026, il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo ha ricordato come maestro della topografia antica.[8][9]

Opere sulla viabilità romana

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  • La via Prenestina. I suoi monumenti, i suoi paesaggi, Roma, Bulzoni, 1977.
  • La Via Latina da Roma a Castel Savelli, Roma, Bulzoni, 1978.
  • Via Appia. Da Porta Capena ai Colli Albani, Roma, Fratelli Palombi, 1989.
  • Via Appia. Dalla pianura pontina a Brindisi, Roma, Fratelli Palombi, 1989.
  • Le strade. Viabilità tra Roma e Lazio, collana Vita e costumi dei Romani antichi, 12, Roma, Quasar, 1990.
  • La costruzione delle strade nell'Italia romana, in Ocnus, vol. 14, 2006.
  • (EN) John Peter Oleson (a cura di), Land Transport, Part 1: Roads and Bridges, in The Oxford Handbook of Engineering and Technology in the Classical World, Oxford, Oxford University Press, 2008, pp. 551-579, ISBN 978-0-19-518731-1.

Opere sulle città e sui territori dell'Italia antica

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  • Siris-Heraclea, collana Forma Italiae, Roma, De Luca, 1967.
  • Collatia, collana Forma Italiae, Regio I, X, Roma, De Luca, 1974.
  • Antemnae, collana Latium vetus, I, Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1978. (con Stefania Quilici Gigli)
  • Crustumerium, collana Latium vetus, Roma, 1980. (con Stefania Quilici Gigli)
  • La Civita di Artena, Roma, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1982.
  • Fidenae, collana Latium vetus, Roma, 1986. (con Stefania Quilici Gigli)
  • La tomba dell'età del bronzo tardo dell'abitato di Paleokastro presso Ayia Irini, Cipro, Roma, 1990.
  • Ficulea, collana Latium vetus, Roma, 1993. (con Stefania Quilici Gigli)
  • Carta archeologica della Valle del Sinni, Roma, 2001-2003. (fascicoli 1-8, con Stefania Quilici Gigli)
  • Per la Via Appia tra i Monti Ausoni e Aurunci, Foggia, Claudio Grenzi, 2017, ISBN 978-88-8431-655-4. (con Stefania Quilici Gigli)
  • Il castello di Gerione in Molise. Da Annibale agli angioini, Foggia, Claudio Grenzi, 2019, ISBN 978-88-8431-724-7.
  • Introduzione alla topografia antica, Bologna, Il Mulino, 2004, ISBN 978-88-15-09919-8. (con Stefania Quilici Gigli)
  1. 1 2 3 4 5 6 Lorenzo Quilici, su Claudio Grenzi Editore. URL consultato il 14 agosto 2026.
  2. 1 2 3 È morto l'archeologo Lorenzo Quilici, maestro della topografia antica italiana, su ArchaeoReporter, 13 agosto 2026. URL consultato il 14 agosto 2026.
  3. ↑ Stefania Quilici Gigli, Considerazioni sui confini del territorio di Roma primitiva, in Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, vol. 90, n. 2, 1978, pp. 567-575.
  4. ↑ (FR) Franz De Ruyt, Lorenzo Quilici et Stefania Quilici-Gigli, Antemnae, in L'Antiquité Classique, vol. 49, 1980, pp. 609-611.
  5. ↑ (EN) John Peter Oleson (a cura di), Land Transport, Part 1: Roads and Bridges, in The Oxford Handbook of Engineering and Technology in the Classical World, Oxford, Oxford University Press, 2008, pp. 551-579, ISBN 978-0-19-518731-1.
  6. ↑ Elenco delle riviste di Classe A per i Settori Concorsuali dell'Area 10 (PDF), su anvur.it, ANVUR, 22 settembre 2025. URL consultato il 14 agosto 2026.
  7. ↑ Membri corrispondenti, su Istituto nazionale di studi etruschi ed italici. URL consultato il 14 agosto 2026.
  8. ↑ È morto Lorenzo Quilici, l'archeologo che ha riletto l'antichità attraverso il territorio, su Exibart, 14 agosto 2026. URL consultato il 14 agosto 2026.
  9. ↑ Quilici, Giuli: "Studioso rigoroso e appassionato", su Ministero della cultura, 13 agosto 2026. URL consultato il 14 agosto 2026.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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