Oreo è un tipo di biscotto confezionato, prodotto e commercializzato dall'azienda statunitense Nabisco, che dal 2012 è parte della multinazionale Mondelēz International.
Il biscotto è formato da due biscotti circolari a base di farina, oli vegetali, con il 4,3% di cacao, e uno strato interno di crema. Dall'inizio della sua commercializzazione nel 1912, sono stati venduti oltre 490 miliardi di biscotti Oreo, che è dunque il biscotto più venduto di tutto il XX secolo.[1]
Il biscotto Oreo fu ideato e prodotto dalla ditta Nabisco, società americana produttrice di biscotti, nel febbraio 1912 presso la ditta Chelsea a New York (in seguito diventata Chelsea Market). Fu creato soprattutto per il mercato britannico, i cui biscotti erano considerati dalla Nabisco come troppo "ordinari"[2]. In origine fu prodotto con un disegno di una piccola montagna e disponibile in due sapori: meringa al limone e crema. Negli Stati Uniti furono venduti a 30 centesimi di dollaro la libbra, confezionati in lattine con un tappo di vetro, che permetteva ai clienti di vedere il contenuto all'interno.
Un nuovo design per i biscotti fu introdotto nel 1916: presentava una corona attorno al bordo e il nome "OREO" al centro.[3] Poiché il ripieno di crema era il più amato tra i due sapori disponibili, la Nabisco decise di ridurre la produzione del biscotto alla meringa al limone durante gli anni venti.
L'Oreo attuale fu sviluppato nel 1952 da William A. Turnier[2][3] al fine di incidervi il logo della Nabisco. Il ripieno moderno dei biscotti è stato sviluppato dal principale scienziato alimentare della Nabisco, Sam Porcello, che ha anche creato una gamma di biscotti Oreo ricoperti di cioccolato fondente e cioccolato bianco.[4]
Pubblicità del 1961 negli Stati Uniti
L'Oreo è molto simile al biscotto Hydrox prodotto dalla ditta Sunshine, che era stato introdotto nel 1908, il che autorizza il dubbio che l'Oreo sia stato ispirato da questo. I biscotti Hydrox sono stati ritirati dal mercato nel 1999 a causa del predominio commerciale dell'Oreo.[5] La stessa sorte è toccata a una nuova versione del biscotto, chiamata Droxie.
In Italia i biscotti Oreo sono commercializzati solo a partire dal 2007, 95 anni dopo la loro nascita, a cura della società Saiwa, in tale periodo acquisita dal gruppo Kraft, il quale è poi diventato Mondelēz International e ha acquisito anche la Nabisco.
Il 22 agosto 2017, grazie a un accordo tra Mondelez e Google, come precedentemente fatto con KitKat, il nome Oreo viene scelto per la versione 8.0 del sistema operativo Android, seguendo la tradizionale nomenclatura alfabetica di dolci.[6]
Esistono molte teorie riguardo all'origine del nome, rra cui l'ipotesi della derivazione dalla parola francese 'or', oro (la confezione originaria era dorata), o dalla parola grecaoros, che significa montagna o collina (a causa della forma originale del biscotto) o perfino dalla parola greca 'oreos', che significa 'bello'. Altre spiegazioni suggeriscono che la sillaba 're' della parola cream fu inserita tra le due 'o' della parola chocolate, oppure semplicemente perché sembrava una combinazione melodica di suoni.
Un'altra teoria, proposta dalla scrittrice gastronomica Stella Parks, è che il nome derivi dal greco Oreodaphne, un genere della famiglia dell'alloro, composizione dalle parole greche 'oreo' (ωραίο) che significa 'bello' e 'daphne' (δάφνη) che si riferisce all'alloro stesso. Parks osserva che il design dell'Oreo aveva in origine una corona d'alloro e i nomi di molti biscotti Nabisco all'epoca del primo Oreo avevano derivazioni botaniche, come il prodotti cui Avena, Lotus ed Helicon (da Heliconia).[7]
Secondo le dichiarazioni di Kim McMiller, Direttore Associato per le Relazioni con i Consumatori, viene utilizzato un processo in due fasi. I biscotti rotondi sono cotti in un forno lungo circa 90 metri. Gli ingredienti principali comprendono: zucchero (in seguito sostituito da sciroppo di fruttosio ottenuto dal mais, ma solo negli Stati Uniti), cacao olandese e liquore di puro cioccolato acquistato da fornitori esterni, farina direttamente prodotta nei mulini della Nabisco.[senzafonte] La maggior parte della produzione degli Oreo è effettuata presso la ditta Kraft/Nabisco a Richmond,in Virginia; in Europa vengono prodotti in Spagna.
Oltre alla tradizionale forma di wafer a due biscotti ripieni di crema, gli Oreo sono prodotti in molte differenti varietà fin dalla loro iniziale commercializzazione, e talvolta gli ingredienti del biscotto sono la base per altri dolci derivati, come alcuni tipi di cioccolato, gelati e dolci, prodotti da Mondelez o da altre aziende su licenza. Alcune tipologie di Oreo, non disponibili in tutti i Paesi, sono:[8][9]
Oreo WaferStix: sono barrette lunghe di wafer con un contenuto di crema, coperti di cioccolato;
Golden Chocolate Creme Oreo: sono Oreo invertiti. In due wafer di vaniglia è inserita una crema di cioccolato. Fino al 2007 erano denominati Uh-Oh Oreo;
Golden OreoGolden Oreo: sono wafer di vaniglia con il tradizionale ripieno di crema bianca. Sono commercializzati anche alla crema di cioccolato;
Mini Oreo: sono versioni ridotte del tradizionale Oreo, della grandezza di un bocconcino;
Double Stuf Oreo: (introdotti nel 1975, in Italia dal 2017 con il nome Oreo Double) hanno il contenuto doppio di crema bianca;
Double Delight Oreo: (introdotti nel 1987) sono composti da biscotti di cioccolato con due ripieni: burro di arachidi e cioccolato, menta e crema, caffè e crema. È simile al Double Stuf;
Flavored Oreos: contengono un singolo ripieno in una grande varietà di creme, comprendente burro di arachidi, cioccolato, menta, caramello e milkshake alla fragola.
Oreo Thins: in Italia dal 2017 come Crispy & Thin) sono la versione sottile del biscotto (66% più leggeri).
Nel mondo statunitense, il termine "Oreo" viene a volte usato come insulto razziale rivolto a una persona di etnia mista o di origine afroamericana che è accusata di "volersi comportare come una persona di pelle bianca".[10][11] L'insulto si basa sull'implicazione che la persona con la pelle nera sia come il biscotto Oreo, "nero fuori e bianco dentro".
Nel 2015, Mondelez ha annunciato la decisione di chiudere alcune delle sue fabbriche statunitensi e di spostare la produzione in Messico, innescando il cosiddetto boicottaggio degli Oreo.[15]
Nel 2015, Mondelez International annunciò che metà dei 1.200 lavoratori della fabbrica di Chicago sarebbero stati licenziati perché la produzione veniva spostata a Salinas, in Messico.[16] Prima di annunciare la chiusura e il trasferimento, Mondelez ha negoziato con i sindacati e il governo, ma le parti non hanno raggiunto un accordo. All'inizio del 2015, Mondelez ha chiuso lo stabilimento di Philadelphia, con il conseguente licenziamento di 350 dipendenti.
L'annuncio del boicottaggio fu dato da rappresentanti eletti a Philadelphia e da attivisti sindacali a Chicago. Il deputato Brendan Boyle annunciò l'iniziativa con un poster raffigurante un biscotto Oreo con un cerchio rosso e una linea che lo attraversava, accompagnato dal messaggio "Dite no agli Oreo".[17] Altri attivisti hanno annunciato che avrebbero preferito biscotti simili, come Trader Joe's o Hydrox. L'allora candidato presidenziale repubblicano Donald Trump annunciò il suo sostegno al boicottaggio, esprimendo delusione per il comportamento di un'"azienda americana" come Mondelez, promettendo di non mangiare mai più un Oreo.[18]
Il concorrente Hydrox si mosse per capitalizzare il boicottaggio, stampando una bandierastatunitense sulla confezione dei suoi biscotti. Nel 2016, dopo l’avvio della produzione in Messico, l’AFL–CIO, ha incoraggiato il boicottaggio e ha pubblicato una guida per i consumatori per aiutarli a identificare i prodotti Mondelez realizzati in Messico.[19]