- History, Contemporary History, World History, European History, Transnational History, Comparative History, and 43 moreFascism, Antifascism, Corporatism, First World War, Nationalism, Syndicalism, Italy (History), Contemporary Italian History and Politics, Social History, Cultural History, Labour history, History of Ideas, Economic History, Political Theory, Interwar period, 1919 - 1939, Demobilisation in 1918-1919, Sports History, Italian fascism, Transnational and World History, Italian Studies, Nazi Germany, Political History, Italian (European History), War Studies, Nazism, Transnationalism, Francoism, Estado Novo, Second World War, Empire, Intellectual History, Museum Studies, Historical Sociology, History of Political Thought, Museology, History of Cannabis, History of Alcohol and Drug Use, Food History, History of Narcotics and Drugs, Political Extremism/Radicalism/Populism, Anarchism, History of Anarchism, and Public Historyedit
- Matteo Pasetti svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna... moreMatteo Pasetti svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. Dal 2009 al 2014 è stato docente a contratto di Storia del tempo presente presso il Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Urbino, con una ricerca sulle radici del movimento sindacale fascista.
Autore di vari saggi sul movimento sindacale nel primo dopoguerra e la politica corporativa fascista, ha pubblicato tre monografie: Tra classe e nazione. Rappresentazioni e organizzazione del movimento nazional-sindacalista, 1918-1922 (Carocci, Roma 2008); Storia dei fascismi in Europa (Archetipolibri, Bologna 2009); L'Europa corporativa. Una storia transnazionale tra le due guerre mondiali (Bononia University Press, Bologna 2016). Ha curato inoltre i volumi Progetti corporativi tra le due guerre mondiali (Carocci, Roma 2006); Tra due crisi. Urbanizzazione, mutamenti sociali e cultura di massa tra gli anni Trenta e gli anni Settanta (Archetipolibri, Bologna 2013); 1943. Guerra e società (Viella, Roma 2015).
È membro delle redazioni di "E-Review" e di "Storicamente" e collabora con l'Istituto per la storia e le memorie del '900 - Parri Emilia Romagna.
Matteo Pasetti is research fellow at the University of Bologna. From 2009 to 2014 he held a course of contemporary history at the University of Modena and Reggio Emilia. He obtained his PhD at the University of Urbino in History of Political Movements, where his research focused on the roots of fascism, trade-union traditions, and ideological synthesis.
He is the author, among other publications, of Tra classe e nazione. Rappresentazioni e organizzazione del movimento nazional-sindacalista, 1918-1922 (Carocci, Roma 2008), Storia dei fascismi in Europa (Archetipolibri, Bologna 2009), and L'Europa corporativa. Una storia transnazionale tra le due guerre mondiali (Bononia University Press, Bologna 2016). He is the editor of Progetti corporativi tra le due guerre mondiali (Carocci, Roma 2006), Tra due crisi. Urbanizzazione, mutamenti sociali e cultura di massa tra gli anni Trenta e gli anni Settanta (Archetipolibri, Bologna 2013), and 1943. Guerra e società (Viella, Roma 2015).
He's editor-in-chief of "E-Review", member of editorial board of "Storicamente", and collaborator of the Istituto per la storia e le memorie del '900 - Parri Emilia Romagna.edit
Nella cultura politica europea del Novecento, il periodo tra le due guerre mondiali fu connotato anche dalla riscoperta del corporativismo come possibile soluzione per alcuni problemi cruciali della moderna società di massa:... more
Nella cultura politica europea del Novecento, il periodo tra le due guerre mondiali fu connotato anche dalla riscoperta del corporativismo come possibile soluzione per alcuni problemi cruciali della moderna società di massa: l’organizzazione sindacale dei lavoratori e la conflittualità di classe; lo sviluppo economico e la gestione tecnocratica del sistema produttivo; la sfiducia nella democrazia liberale e lo spettro della rivoluzione comunista. Fin dall’ascesa al potere di Mussolini, ambienti intellettuali e forze politiche di varia nazionalità ed eterogenea ispirazione ideologica iniziarono a guardare con attenzione al laboratorio corporativo fascista, che nella seconda metà degli anni Venti inaugurò un inedito sistema di rappresentanza degli interessi e di disciplina dei rapporti di lavoro. L’Italia fascista divenne così il luogo d’origine di un nuovo modello di corporativismo, destinato a influenzare sia il dibattito politico, giuridico ed economico, sia analoghi esperimenti legislativi messi in atto in altri regimi. Basato su un’ampia letteratura europea, il libro ricostruisce la circolazione transnazionale di questo modello, seguendone l’evoluzione e descrivendone gli esiti, al fine di collocare l’esperienza fascista in un quadro storico caratterizzato dalla generale tendenza a una crescente istituzionalizzazione dei rapporti tra economia, società e stato.
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In the European political culture of the 20th century, the interwar period saw also the revival of corporatism as a possible solution to certain crucial problems of the modern mass society: the diffusion of trade unions and class conflicts; the economic development and the technocratic management of the production system; the crisis of the liberal democracy and the threat of the communist revolution. Since Mussolini’s rise to power, intellectual circles and political forces from different nationalities and ideological inspiration began to look carefully at the corporatist fascist laboratory, which ushered in a new system of representation of the interests and discipline of labor relations. During the second half of the Twenties, Fascist Italy became the birthplace of a new model of corporatism, that influenced both the political, juridical and economic debate, and similar legislative experiments implemented by other regimes. On the basis of an extensive European literature, the book focuses on the transnational circulation of this model, examining its development and describing the outcomes, in order to place the Fascist experience in the historical context which was characterized by a general trend towards increasing institutionalization of the relationship between economy, society and state.
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In the European political culture of the 20th century, the interwar period saw also the revival of corporatism as a possible solution to certain crucial problems of the modern mass society: the diffusion of trade unions and class conflicts; the economic development and the technocratic management of the production system; the crisis of the liberal democracy and the threat of the communist revolution. Since Mussolini’s rise to power, intellectual circles and political forces from different nationalities and ideological inspiration began to look carefully at the corporatist fascist laboratory, which ushered in a new system of representation of the interests and discipline of labor relations. During the second half of the Twenties, Fascist Italy became the birthplace of a new model of corporatism, that influenced both the political, juridical and economic debate, and similar legislative experiments implemented by other regimes. On the basis of an extensive European literature, the book focuses on the transnational circulation of this model, examining its development and describing the outcomes, in order to place the Fascist experience in the historical context which was characterized by a general trend towards increasing institutionalization of the relationship between economy, society and state.
Research Interests:
L’interpretazione del fascismo come esperienza storica solo italiana, risultato delle debolezze e delle arretratezze accumulate dal nostro paese, si è rivelata sempre meno credibile e sempre più parziale. Il fascismo è stato, invece,... more
L’interpretazione del fascismo come esperienza storica solo italiana, risultato delle debolezze e delle arretratezze accumulate dal nostro paese, si è rivelata sempre meno credibile e sempre più parziale. Il fascismo è stato, invece, un’esperienza europea contraddittoria: al contempo espressione, progetto di soluzione e fattore di esasperazione della crisi europea, esplosa dopo la grande guerra.
La storia raccontata in questo libro è allora innanzitutto la storia di un’esperienza europea, una delle più tragiche del XX secolo. Si compone così un quadro delle complesse dinamiche sociali, culturali, economiche e politiche che determinarono successi e sconfitte della sfida lanciata dal fascismo, nelle sue molteplici manifestazioni nazionali, all’incipiente processo di democratizzazione dei paesi europei.
Il volume, basato sui più aggiornati orientamenti della storiografia internazionale, integra il profilo storico con un’accurata selezione di documenti ed un ampio percorso tra le interpretazioni più significative del fascismo in Italia e in Europa.
La storia raccontata in questo libro è allora innanzitutto la storia di un’esperienza europea, una delle più tragiche del XX secolo. Si compone così un quadro delle complesse dinamiche sociali, culturali, economiche e politiche che determinarono successi e sconfitte della sfida lanciata dal fascismo, nelle sue molteplici manifestazioni nazionali, all’incipiente processo di democratizzazione dei paesi europei.
Il volume, basato sui più aggiornati orientamenti della storiografia internazionale, integra il profilo storico con un’accurata selezione di documenti ed un ampio percorso tra le interpretazioni più significative del fascismo in Italia e in Europa.
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Classe e nazione, guerra e rivoluzione, sindacalismo e interventismo sono le principali parole chiave di questo libro, che intende ricostruire una pagina controversa della storia del movimento operaio italiano tra la fine della Prima... more
Classe e nazione, guerra e rivoluzione, sindacalismo e interventismo sono le principali parole chiave di questo libro, che intende ricostruire una pagina controversa della storia del movimento operaio italiano tra la fine della Prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo: l’esperienza nazional-sindacalista della quale l’Unione italiana del lavoro fu l’espressione organizzativa. Una confederazione sindacale che ambiva a “nazionalizzare” le classi subalterne rendendo complementari e non più antitetiche l’identità di classe e quella nazional-patriottica. Condotta sulla base di un ricco spettro di documenti (che include sia materiali d’archivio, sia pubblicazioni a stampa, con particolare attenzione per un’ampia selezione di periodici), questa ricerca si muove su diversi piani d’osservazione (la politica e l’economia, la cultura e il mondo del lavoro), nel tentativo di restituire complessità alle vicende di un movimento spesso menzionato negli studi storici sul primo dopoguerra, ma mai oggetto di un’analisi monografica.
Research Interests:
Caduta del fascismo e sconfitta militare, armistizio e occupazione tedesca, collaborazionismo e nascita della Resistenza, il territorio nazionale trasformato in campo di battaglia per eserciti: il 1943 rappresenta indubbiamente un... more
Caduta del fascismo e sconfitta militare, armistizio e occupazione tedesca, collaborazionismo e nascita della Resistenza, il territorio nazionale trasformato in campo di battaglia per eserciti: il 1943 rappresenta indubbiamente un tornante essenziale nella storia d'Italia. Tanti gli attori che nelle istituzioni e nella società civile giocano ruoli di primo piano in quei mesi, mentre dinamiche destinate a sovrapporsi o a entrare in collisione attraversano ogni ambito geografico del paese.
In questo volume numerosi studiosi analizzano eventi e figure di quella pagina di storia per comprendere non solo la nascita e lo sviluppo della guerra partigiana, ma più in generale la stessa storia del fascismo e della fase di impianto della democrazia repubblicana e del sistema dei partiti nell'Italia postbellica.
Il risultato è una nuova elaborazione dei risultati delle ricerche sinora condotte, per suggerire indirizzi di indagine inediti e offrire qualche chiave in più per comprendere il nostro presente.
In questo volume numerosi studiosi analizzano eventi e figure di quella pagina di storia per comprendere non solo la nascita e lo sviluppo della guerra partigiana, ma più in generale la stessa storia del fascismo e della fase di impianto della democrazia repubblicana e del sistema dei partiti nell'Italia postbellica.
Il risultato è una nuova elaborazione dei risultati delle ricerche sinora condotte, per suggerire indirizzi di indagine inediti e offrire qualche chiave in più per comprendere il nostro presente.
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La propaganda del regime di Mussolini ha spesso indotto a considerare il corporativismo esclusivamente come una dottrina di matrice fascista. In realtà, negli anni compresi tra le due guerre mondiali, il dibattito sul corporativismo... more
La propaganda del regime di Mussolini ha spesso indotto a considerare il corporativismo esclusivamente come una dottrina di matrice fascista. In realtà, negli anni compresi tra le due guerre mondiali, il dibattito sul corporativismo conobbe un’ampia diffusione in tutti i paesi europei, dando vita a una pluralità di progetti volti alla ricerca di una “terza via” tra liberalismo e socialismo. Non solo il fascismo italiano, quindi, propose soluzioni corporative ai problemi della rappresentanza degli interessi, della legittimazione dell’autorità politica, della riorganizzazione del sistema socio-economico: la circolazione di suggestioni corporative ebbe invece una dimensione perlomeno europea, coinvolgendo anche soggetti politici estranei ai movimenti fascisti. Presentati al convegno internazionale svoltosi nel novembre 2005 presso il Dipartimento di discipline storiche dell’Università di Bologna, i saggi qui riuniti indagano la diffusione di teorie e pratiche corporative, in una prospettiva storica comparata che allarga il campo d’osservazione fin oltre i confini del continente europeo.
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History Museums on Twentieth-century dictatorships provide an interesting point of view to reflect on the thorny matter concerning the connections between controversial past, divided memories, and public history. Both the existence and... more
History Museums on Twentieth-century dictatorships provide an interesting point of view to reflect on the thorny matter concerning the connections between controversial past, divided memories, and public history. Both the existence and the absence of museum exhibitions dedicated to the own dictatorial experience reveal some important implications of the problem to rethink the national past without obscuring its darkest pages. This article, with a comparative approach, will focus on two case studies, namely post-Salazarist Portugal and post-Francoist Spain, in order to explain how in Iberian countries the memory of the dictatorships has been revisited by the making of exhibition places. In particular, I will take into consideration two opposite examples of representation of the dictatorial past: the Museu do Aljube, in Lisbon, and the monumental memorial called Valle de los Caídos, near Madrid.
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Title: «Corporatist Colonialism»? The Fascist Imperialism between Plans and Reality Abstract: In the Thirties, the theme of the Empire gained centrality in the Fascist project. Into the debate on the colonial rule, certain intellectuals... more
Title: «Corporatist Colonialism»? The Fascist Imperialism between Plans and Reality
Abstract: In the Thirties, the theme of the Empire gained centrality in the Fascist project. Into the debate on the colonial rule, certain intellectuals introduced the myth of corporatism, outlining a new institutional system: the “corporatist colonialism”. According to this perspective, the colonial space represented the most suitable context in order to create a socio-economic cooperation among all the producers. Moreover, a corporatist policy had to legitimize the Fascist Empire as a new colonial model, different from the other European empires. The article deals with this project, which has been underestimated by scholars.
Abstract: In the Thirties, the theme of the Empire gained centrality in the Fascist project. Into the debate on the colonial rule, certain intellectuals introduced the myth of corporatism, outlining a new institutional system: the “corporatist colonialism”. According to this perspective, the colonial space represented the most suitable context in order to create a socio-economic cooperation among all the producers. Moreover, a corporatist policy had to legitimize the Fascist Empire as a new colonial model, different from the other European empires. The article deals with this project, which has been underestimated by scholars.
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Nell’epoca tra le due guerre mondiali, l’ideologia fascista fornì uno dei principali e più ambigui esempi di populismo: da un lato, la pretesa di rappresentare un’avanguardia politica e sociale, che si tradusse in un sistema di governo... more
Nell’epoca tra le due guerre mondiali, l’ideologia fascista fornì uno dei principali e più ambigui esempi di populismo: da un lato, la pretesa di rappresentare un’avanguardia politica e sociale, che si tradusse in un sistema di governo fortemente autoritario, gerarchico, a guida carismatica; dall’altro lato, un discorso pubblico che molto spesso faceva appello al popolo, all’unità nazionale, al concetto di società organica. Di questa retorica populista, il progetto corporativo fu uno dei cardini, per la prospettiva interclassista e antisistemica che conteneva. La mia relazione illustrerà le tendenze pupuliste e le contraddizioni della “terza via” fascista.


