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in Res Literaria République des Savoirs (Usr 3608 du CNRS - Collége de France, Ens de la rue d'Ulm), Centre Jean Péepin (Umr 8230 du CNRS - Ens de la rue d'Ulm), Les Cahiers de l'Ornement, 1, a cura di P. Caye e F. Solinas, Roma, De Luca... more
in Res Literaria République des Savoirs (Usr 3608 du CNRS - Collége de France, Ens de la rue d'Ulm), Centre Jean Péepin (Umr 8230 du CNRS - Ens de la rue d'Ulm),  Les Cahiers de l'Ornement, 1, a cura di P. Caye e F. Solinas, Roma, De Luca editore 2016, ISBN 978-88-6557-272-6, pp. 175-196.
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Il testo rilegge in maniera originale una questione centrale, pertinente alla prima fase produttiva dello stuccatore Giacomo Serpotta, il principale scultore barocco siciliano, cioè quanto l'artista fosse da considerarsi una meteora... more
Il testo rilegge in maniera originale una questione centrale, pertinente alla prima fase produttiva dello stuccatore Giacomo Serpotta, il principale scultore barocco siciliano, cioè quanto l'artista fosse da considerarsi una meteora nell'ambito del contesto locale, e di conseguenza del tutto disincagliato da quello (come voleva molta della letteratura artistica opportunamente citata che lo ascriveva alla categoria del genio), o se fosse possibile un'interpretazione diversa.
I diversi fronti presi in esame, la tradizione e l'innovazione nell'opera di Serpotta, sono esplicati con un costante rimando agli studi più antichi, spesso dimenticati, che talora avevano proposto alcuni acuti spunti esegetici. Lo studio ha, però, cercato di osservare gli apparati plastici serpottiani anche alla luce della nuova documentazione e proponendo riflessioni e nuove linee di ricerca originali. Si è cercato di dimostrare come lo scultore si sia mosso come un abile rinnovatore delle tradizioni plastica e figurativa siciliana, a partire dai cosiddetti "marmi mischi e tramischi", inoculate di uno spirito animato dalla conoscenza, forse diretta, del barocco romano, fin dalla prima opera documentata, l'oratorio di S. Mercurio (1678).
Centrale nello sviluppo dei suoi apparati si ritiene sia stato l'apporto dell'architetto Paolo Amato, di cui si avanza anche l'attribuzione per la progettazione decorativa dell'oratorio del Rosario in S. Cita tramite anche l'individuazione chiara, per la prima volta, del riferimento figurativo per la controfacciata con la Battaglia di Lepanto: gli apparati funebri per Filippo IV di Spagna nella Cattedrale di Palermo (1666). In relazione alla riproposizione di questa iconografia si propone un'inedita rilettura in chiave contemporanea, legata cioè alla battaglia di Vienna del 1683, insieme all'individuazione di alcuni modelli figurali, presumibilmente utilizzati dal Serpotta, che guardano dal un lato alla scuola scultorea locale, dall'altro a Roma, come il nascosto e non noto riferimento all'intervento di Bernini nell'Ares Ludovisi.
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Scheda storico-artistica sul cinquecentesco Seminarium Clericorum di Palermo, oggi sede della Biblioteca della Facoltà Teologica di Sicilia e dell'Archivio Storico Diocesano di Palermo.
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Il volume monografico prende in esame la vasta produzione di Giacomo Serpotta specificatamente all'interno del sistema degli oratori nella città di Palermo, edifici sacri di natura privata e di committenza laica ma religiosa, dunque con... more
Il volume monografico prende in esame la vasta produzione di Giacomo Serpotta specificatamente all'interno del sistema degli oratori nella città di Palermo, edifici sacri di natura privata e di committenza laica ma religiosa, dunque con specifiche caratteristiche tipologiche e funzionali. La ricerca parte dall'identificazione degli oltre quaranta luoghi presi in esame, e prosegue con la ricostruzione storica, compresa la particolare committenza dei singoli monumenti, e degli apparati decorativi che investono tutta la sfera della produzione artistica, affrontata in sintesi anche nei capitoli introduttivi. Tutte le schede descrivono dettagliatamente gli oratori accompagnando il visitatore passo passo e descrivendo le emergenze artistiche ivi presenti. Alcuni oratori con iconografie più complesse sono accompagnati da una mappa utile ad individuare più facilmente la posizione delle principali immagini sacre. Egualmente, in ognuno degli oratori serpottiani non ci si limita alla descrizione del cantiere e delle opere presenti, ma si propone un'interpretazione teologica.
Centrale rimane proprio la rivoluzione di Giacomo Serpotta in questi luoghi che viene spiegata sulla base di un ampio panorama sull'argomento che parte dal XVI secolo e giungerà fino al XIX. Il volume riassume i punti salienti dell'attività di Serpotta e degli oratori con una bibliografia di oltre 330 testi.
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Art History, Medievalism, 19th-Century/Victorian Medievalism, Architectural History, Architecture in Italian Renaissance and Baroque Art, and 31 more
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Archival Studies, Art History, Architecture, XVIII century, Archives, and 39 more
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The British Museum, 24-25 giugno 2016: "Sicily: heritage of the world", Stevenson Lecture Theatre, British Museum.
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19 maggio 2016, Giornata di Studi in occasione della VI Giornata Nazionale degli Archivi di Architettura (Palermo, Ordine degli Architetti, Provincia di Palermo)
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Convegno per il X anniversario della Società Italiana di Storia della Critica d'Arte (Sisca) dal titolo "Critica d'Arte e Tutela in Italia: figure e protagonisti nel secondo dopoguerra", 18 novembre 2015 Perugia, Palazzo Baldeschi,... more
Convegno per il X anniversario della Società Italiana di Storia della Critica d'Arte (Sisca) dal titolo "Critica d'Arte e Tutela in Italia: figure e protagonisti nel secondo dopoguerra", 18 novembre 2015 Perugia, Palazzo Baldeschi, coordinamento organizzativo prof. Cristina Galassi
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L'intervento si è svolto nella Sala Conferenze dell'Archivio di Stato di Palermo (sede della Catena), moderatore il Soprintendente Archivistico della Sicilia, dott. Claudio Torrisi, nell'ambito di un incontro di studi su "Tesori di... more
L'intervento si è svolto nella Sala Conferenze dell'Archivio di Stato di Palermo (sede della Catena), moderatore il Soprintendente Archivistico della Sicilia, dott. Claudio Torrisi, nell'ambito di un incontro di studi su "Tesori di famiglia. Un patrimonio per la collettività", iniziativa promossa da Mibac e Unipa nell'ambito della Settimana delle Culture di Palermo (12-17 maggio 2015). L'esposizione ha posto in evidenza la natura e consistenza dell'archivio Palazzotto a partire dalla sua formazione e dalla sedimentazione successiva tramite i principali protagonisti architetti dall'inizio del XIX al XX secolo.
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La mostra intende ricordare, nel bicentenario della morte, uno dei principali architetti siciliani di età moderna, nonché uno dei più rappresentativi del Neoclassicismo in Italia. Marvuglia, attivo tra Sette e primo Ottocento, si... more
La mostra intende ricordare, nel bicentenario della morte, uno dei principali architetti siciliani di età moderna, nonché uno dei più rappresentativi del Neoclassicismo in Italia.
Marvuglia, attivo tra Sette e primo Ottocento, si distingue per la formazione romana presso l'Accademia di San Luca tra il 1755 e il 1759, nella cui sede vinse il secondo premio al Concorso Clementino di Architettura del 1758, primo degli italiani. Al ritorno a Palermo attraversò il tardo barocco locale adeguandolo e riformandolo alla luce del nuovo gusto neoclassico e riuscendo persino ad accedere a un certo romanticismo neostilistico, con interventi neogotici tra i primi in Italia, probabilmente anche per la collaborazione con il figlio Alessandro Emmanuele (1771-1845).
L'architetto fu tra i più richiesti dalla committenza religiosa e aristocratica a Palermo con opere di grande qualità e raffinatezza compositiva e formale. Basti ricordare l'elegante Oratorio di San Filippo Neri all'Olivella (1763-1769), uno dei primi interventi profondamente neoclassici in Sicilia, l'ampliamento del monastero di San Martino delle Scale (dal 1772), la villa Villarosa a Bagheria (1763-1769); i palazzi Ventimiglia di Belmonte-Riso (1777-1784); Ventimiglia di Geraci (1781-1789); Costantino, Villadorata-Galati, Villarosa ai Quattro Canti di campagna (dal 1787 circa), Santo Stefano della Cerda, la villa Ventimiglia di Belmonte all'Acquasanta (1799-1808).
Come architetto regio gli si devono, tra le altre cose, la Reale Casina alla Cinese (1799-1808), la palazzina Reale di Caccia della Ficuzza (dal 1802) e la direzione dei lavori di restauro della Cattedrale (dal 1781) che prevedeva l'inserimento della cupola per la quale, già intorno al 1802, Marvuglia progettò un disegno per un camuffamento neogotico in stile, il cui modello si conserva al Museo Diocesano di Palermo e che verrà esposto in quella sede in occasione e in sinergia con questa mostra. A Marvuglia, peraltro, si deve l'unica ricostruzione planimetrica dello stato della Cattedrale precedente agli interventi di restauro, senza la quale oggi non ne conosceremmo l'antico assetto.
Si ricordano infine la prestigiosissima ammissione nell’Accademia di Francia (1805) e l'attività presso la cattedra di Geometria Pratica ed Architettura Civile ed Idraulica dell'Università di Palermo (dal 1799 circa) che ne fecero il maestro reale e sostanziale degli architetti palermitani del XIX secolo.

La mostra, curata da Pierfrancesco Palazzotto, ricercatore di Museologia all'Università di Palermo, presenta una selezione di circa 30 disegni – in gran parte esposti per la prima volta a Palermo – dal 1755 al 1808 circa, che individuano, in ordine cronologico-tematico, parte della sua ricchissima produzione. Essi sono oggi conservati in parte presso il Gabinetto di Disegni e Stampe della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis e principalmente nell'Archivio Palazzotto di Palermo, in seguito al legame professionale tra gli architetti Marvuglia e gli architetti Palazzotto.
L'esposizione prende le mosse dalla formazione a Roma, con alcuni rari disegni elaborati a San Luca, incluse le bozze del suo progetto per il Concorso Clementino del 1758. Prosegue, quindi, con l'attività palermitana, a partire dalla committenza ecclesiastica (l'Oratorio dei Filippini, la chiesa di Sant’Ignazio all'Olivella e la chiesa di San Francesco di Sales, in collaborazione con il fratello Salvatore, sacerdote e architetto). Alla committenza aristocratica si riferiscono i disegni per palazzo della Cerda (che segnava i Quattro Canti di campagna, oggi palazzo Tagliavia) e per il prospetto della sede della Regia Università. All'importante committenza reale rimanda anche il ricco apparato della Casina alla Cinese nella Favorita di Palermo e il progetto per il Casino di Caccia della Ficuzza.
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