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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.45 - CONSIGLIATO SÌ
Il film più ambizioso e riuscito di Giovanni Veronesi.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 114 Minuti.
Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere. Espandi ▽
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.
È il film più ambizioso e riuscito del regista Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino in uno dei vertici della sua carriera insieme a Silvio Orlando che, con il personaggio del cardinale Maculani, aggiunge un tassello ai suoi sempre più convincenti ruoli ecclesiastici.
Veronesi abbandona gli stilemi della sua amata commedia all'italiana e del suo maestro Mario Monicelli per coniugare un racconto che ha il respiro del cinema popolare insieme a una tensione storica, religiosa ma anche civile, che arriva diretta allo spettatore.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.34 - CONSIGLIATO SÌ
Un dramma familiare che esplora da molto vicino la vera natura umana.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 103 Minuti.
All'inizio del XX secolo, nella campagna della Normandia, una donna sposata e la sua domestica cercano di sfuggire alla morsa del patriarcato borghese. Espandi ▽
Normandia, 1908. Victoire ha sposato un uomo che non ama e ha accantonato il proprio talento per il flauto, relegandolo ai concertini in salotto per gli amici. André, suo marito, è un notaio di successo ma un incapace nella vita privata, anche perché da sempre sua madre Mathilde lo considera, e lo tratta, come “uno zerbino”. Mathilde è allettata dopo un ictus e si esprime solo scrivendo su una lavagnetta, ma tormenta la servitù con continue richieste, e suo figlio con continue critiche. Poiché la moglie rifiuta di avere rapporti sessuali e di dormire con lui, André si rifà sulla domestica più giovane, Celeste, una ragazza semplice cresciuta con un padre padrone e otto fratelli che esigevano da lei favori sessuali: dunque la ragazza subisce senza fiatare le violenze del notaio, di cui rimane incinta. André, che si era creduto sterile, vede in questa gravidanza un’occasione per ritrovare l’intimità con la moglie: cresceranno insieme il figlio di Celeste. Victoire è d’accordo (anzi, l’idea era sua fin da subito), ma non sa a quale spostamento di equilibri domestici andrà incontro.
Nel silenzio delle stanze è basato su un romanzo francese del 2015, “Amours” di Léonor de Récondo, e diretto da Jérôme Bonnell. Ciò che sorprende in
Nel silenzio delle stanze è la capacità di rimanere fedeli al periodo storico e all’ambientazione, e allo stesso tempo riservare sorprese nelle reazioni dei personaggi in scena. Il film è pieno di piccole sorprese, che spostano la narrazione più in là di dove ci si aspetterebbe di trovarla, anche se il finale tradisce la capacità di rimanere realistici che ha caratterizzato tutto il percorso precedente. Bonnell filma i suoi personaggi da molto vicino, esplorando ogni loro minima espressione e concentrandosi sulla chimica (o la sua assenza) fra i corpi di persone il cui desiderio è sempre compresso dalle imposizioni sociali.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.67 - CONSIGLIATO NÌ
Commedia cattiva e divertentissima basata sulla sceneggiatura di Dean Craig di
The Funeral Party.
Commedia,
Italia 2026.
Durata 98 Minuti.
Una storia corale in cui equivoci, umorismo nero e tensioni familiari si intrecciano in un crescendo di comicità surreale. Espandi ▽
Nel giorno del funerale del patriarca della famiglia Mancuso, i due figli Daria e Riccardo, interpretati da Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti, si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti e segreti inconfessati.
Quella che dovrebbe essere una solenne cerimonia di commiato si trasforma presto in un imprevedibile susseguirsi di rivelazioni inattese ed equivoci grotteschi, destinati a far emergere tutte le fragilità e le contraddizioni di una famiglia tutt'altro che perfetta.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
1.75 - CONSIGLIATO NO
Sempre più grottesco e caricaturale nello stile, Eli Roth mette in scena un violento horror derivativo e caricaturale.
Horror,
USA 2026.
Durata 86 Minuti.
L'ultima campanella della giornata suona. Davanti, un pomeriggio da trascorrere con gli amici. Il momento perfetto per un gelato. Il momento peggiore per incontrare l'Ice Cream Man. Espandi ▽
Nella cittadina di XXX arriva dal nulla un misterioso camioncino dei gelati: la notte stessa gli adolescenti che hanno ingerito uno dei dolci del misterioso gelataio si trasformano in sadici killer dei propri genitori, insegnanti e adulti in genere con cui hanno a che fare. I pochi sopravvissuti al “contagio” demoniaco studieranno un piano per liberare XXX dalla maledizione, attraverso un macabro rituale.
Da subito, Ice Cream Man dichiara le proprie intenzioni: esibire il gore più sfrenato su un impianto da commedia adolescenziale, quasi che le risate possano stemperare la vista di corpi martoriati e sventramenti.
Il principio è quello di una high school comedy precipitata in un incubo splatter, nel quale la violenza più estrema diventa una gag e il disgusto una reazione da mettere alla prova. Bambini e adolescenti si accaniscono su corpi, il sangue scorre a fiotti, la morte perde ogni solennità per trasformarsi in un numero da circo.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.86 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Una storia che mescola umorismo, suspense e spirito d'avventura in pieno stile Halloween, confermando l'inconfondibile stile della celebre casa di produzione britannica. Espandi ▽
Halloween è alle porte, Shaun e tutti gli animali della fattoria si preparano per festeggiarlo al meglio coltivando un magnifico campo di zucche. Ma quando tutto sembrava ormai pronto, il contadino misteriosamente scompare e arriva dal bosco uno spaventoso mostro. Sarà compito di Shaun e i suoi amici salvare la fattoria dalla pelosa creatura e ritrovare l'amato contadino in tempo per la grande festa. Tra esperimenti impazziti e colpi di scena inaspettati, sarà un'avventura a tutta pecora per tutta la famiglia.
Lo studio di animazione britannico Aardman compie 50 anni e ci regala uno dei suoi film in stop motion, adatto per tutta la famiglia, più divertente e spensierato.
Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A. è un film pieno di grazia, con una storia di pecore coraggiose, pensata magari per i più piccoli, insieme a una tenera e ironica commedia degli equivoci, che parla ai più grandi, tra il goffo e pelato allevatore di pecore e la veterinaria di cui è innamorato. È un ritorno, quello del fattore, benvenuto perché, come nel primo capolavoro
Shaun - Vita da Pecora: Il Film, è grazie alla sua figura, che in qualche modo richiama quella di Wallace, se il film prende il volo e acquista ancora maggiore dinamicità. Per la gioia di tutti, grandi e piccini.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Un biopic autentico e appassionato su Pino Daniele. Con una grande performance di Massimiliano Caiazzo.
Biografico,
Italia 2026.
Durata 105 Minuti.
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. Espandi ▽
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.24 - CONSIGLIATO SÌ
Un adattamento che coniuga il commento storico e sociale del testo austeniano con un autentico senso di modernità.
Drammatico,
USA,
Regno Unito 2026.
Durata 132 Minuti.
Adattamento cinematografico dell'iconico romanzo di Jane Austen. La storia segue le vicende delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood che si ritrovano in ristrettezze economiche dopo la morte del padre. Espandi ▽
Dopo la morte del padre, Elinor, Marianne e Margaret Dashwood sono costrette a lasciare Norland, la magnifica tenuta nel Sussex dove sono cresciute. A ereditare, come da tradizione britannica del XVIII secolo, è il fratello, John Dashwood, nato da un precedente matrimonio. E John, soggiogato da una moglie avida di denaro, non lascia nulla, o quasi, alle sue sorellastre, che si trasferiscono con la madre in un modesto cottage nel Devonshire. Ospiti di una vicina della signora Jennings, cugina lontana dal carattere deciso, Marianne soccombe al fascino di John Willoughby mentre Elinor attende invano la visita di Edward Ferrars, il fratello mite della moglie del suo fratellastro. Ragione e sentimento sono i due poli attorno ai quali Elinor e Marianne dovranno ricostruire la loro esistenza, sconvolta dalla morte del padre e dall'arrivo di pretendenti che potrebbero cambiare il loro destino.
Adattare un'opera canonica della letteratura suscita sempre una certa apprensione. Le aspettative sono ancora più elevate quando l'opera in questione ha già prodotto numerosi adattamenti e segnato intere generazioni di spettatori. La regista coniuga il commento storico e sociale proprio del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Georgia Oakley firma un nuovo adattamento che non cerca di rivoluzionare Jane Austen e nemmeno di sottoporla a un ringiovanimento forzato. Fa qualcosa di più semplice e in definitiva di più efficace: le dà fiducia. Comprende perfettamente le risorse del suo testo e ce lo fa intendere senza fargli perdere la sua voce.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.03 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Quando un affermato dirigente d'azienda, si ritrova sotto assedio a causa delle crescenti pressioni aziendali, il crollo della sua vita, meticolosamente ordinata, precipita verso la violenza. Espandi ▽
Russia. In una città di provincia vivono Gleb, dirigente di successo, la bella moglie Galina e il figlio adolescente. Tutto scorre in una fredda tranquillità anche se l'inizio della guerra con l'Ucraina inizia a far sentire i suoi contraccolpi sull'attività aziendale. Fino a quando Gleb fa una scoperta che cambia il suo modo di rapportarsi con la realtà.
Zvyagintsev torna a leggere la società russa focalizzandosi su un microcosmo che diventa sensore di quanto lo circonda. La Russia contemporanea può essere portata sullo schermo in vari modi. Il regista ci dichiara così la propria idea di cinema: un'arte che prende le mosse da microstorie, magari già esplorate innumerevoli volte, per indagarle con uno sguardo distante che, proprio perché è tale, si fa estremamente lucido.
Il cinema di Zvyaginstev, proprio grazie alle sue scelte estetiche, riesce ad essere molto più 'politico' di altri.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.96 - ASSOLUTAMENTE SÌ
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.37 - CONSIGLIATO SÌ
Strippoli trasforma l'horror in un perturbante dramma familiare.
Thriller,
Italia 2026.
Durata 115 Minuti.
Una donna si presenta all'improvviso a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un'estranea. Un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo. Espandi ▽
Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono "quello che gli altri vorrebbero diventare", ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l'alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un'attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un'ansia senza nome.
Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l'ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un'estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.
Paolo Strippoli, casse 1993, ha scelto il genere horror per veicolare storie che si addentrano nella crudeltà e perversione dei legami famigliari, e prosegue su questo filone anche in L'estranea, compiendo un ulteriore salto di maturità espressiva. La sua padronanza della tecnica cinematografica è impressionante per un regista appena trentenne, e si nutre di una conoscenza ampia e internazionale del cinema, non solo di genere, evidente in ogni inquadratura.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
2.71 - CONSIGLIATO SÌ
Un'incredibile scoperta mette a repentaglio la vita dei cittadini di un paese portuale. Espandi ▽
A Hope Harbor, un paesino della Corea del Sud vicino alla zona demilitarizzata, cominciano a morire mucche, dilaniate da quella che sembra una tigre, o una belva feroce. In breve tempo la cittadina è sconvolta dall'arrivo di una misteriosa creatura, dalla forza sovrumana, che compie una strage. Il goffo tenente di polizia Bum-seok e i suoi assistenti danno la caccia al mostro, fino a compiere scoperte incredibili sulla sua natura.
Si potrebbe sintetizzare come
Predators meets
The Host. O anche come un Cloverfield in salsa sudcoreana, che utilizza il sapere tecnico del cinema di genere di quei luoghi al servizio di un fanta-horror costantemente sopra le righe.
Na ricorre a didascalie per immagini, che estendono la durata ben oltre le due ore, sperperando quanto di buono era stato introdotto nell'incipit. Di molto buono. E il contrasto tra uno degli inizi di action più memorabili del decennio e quel che segue acuisce il dispiacere per l'esito finale, che coinvolge vanamente versioni CGI di star come Michael Fassbender e Alicia Vikander.
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
3.13 - CONSIGLIATO SÌ
Un esordio sentito e coinvolgente, che esplora il suo drammatico oggetto in maniera empatica, corale e concreta.
Drammatico,
Francia 2025.
Durata 110 Minuti.
L'opera prima della regista francese Mélisa
Godet. Espandi ▽
Alla Maison des femmes, alle porte di Parigi, c’è una squadra di donne che accoglie, ascolta, cura, assiste altre donne, che subiscono o hanno subito violenza, per aiutarle a ritrovare la libertà e a riprendersi il diritto di scegliere autonomamente riguardo alla propria vita e al proprio corpo. In questo luogo speciale, Diane, Manon, Inès, Awa, con le colleghe e i colleghi, combattono tutti i giorni contro la mancanza di fondi pubblici e lo spettro della chiusura, ma anche contro la stanchezza, le ricadute, la sensazione d’impotenza, e perfino una pandemia, cercando di ricostruire il coraggio e il futuro delle donne che lo hanno perso, e anche dei loro figli, che della violenza domestica sono sempre vittime collaterali.
“Nominare significa svelare, e svelare significa già agire”, scriveva Simone de Beauvoir, e ci sembra di leggere un’intenzione di questo tipo dietro al primo film di Mélisa Godet, ispirato alla vera esperienza della Casa delle Donne di Saint Denis, fondata nel 2016 dalla ginecologa Ghada Hatem. La violenza, quella vera, resta fuori scena: se ne avverte il peso, la pervasività, la minaccia mortale, ma il film si fa in primo luogo promotore di un messaggio di costruzione e ricostruzione, e se il valore divulgativo, in alcuni punti, ha la meglio su altri aspetti del racconto si tratta di un valore incontestabile, che val bene la messa all’angolo dello spettacolo, e anzi, in un certo senso, la esige. Un esordio sentito e coinvolgente, che esplora il suo drammatico oggetto in maniera empatica, corale e concreta, perché è solo così che si può (e si deve) affrontare.
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MYMONETRO
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Zampaglione torna con una ghost story rarefatta sul tormento della creazione artistica e sul rancore della creatività negata.
Horror,
Italia 2026.
Durata 87 Minuti.
Un incubo ambientato nel mondo della musica. Espandi ▽
Sam Gallo è un musicista di successo, ma in crisi creativa: deve assolutamente comporre le canzoni per un nuovo album in modo da dare un seguito in tempi brevi al precedente. Per farlo, su consiglio/imposizione del suo manager, Sam si rinchiude, con il cane Elvis, in una villa isolata nella campagna italiana, paese che gli è un po’ familiare perché il nonno era italiano. Il custode della villa, Rosario, lo accoglie cordialmente e gli dà le istruzioni pratiche perché possa viverci in solitudine come desidera. Sam è attratto da un vecchio pianoforte, la cui tastiera è però chiusa a chiave. Rosario gli spiega che la chiave non c’è e perciò il piano non è in uso da tempo: era della vecchia proprietaria della villa. Giocando con il cane in giardino, Sam trova una scatola sepolta ai piedi di un albero: dentro c’è il diario di Imma Rubino, aspirante musicista frustrata dalle esigenze familiari. Ci sono anche uno spartito e la chiave del piano, che era proprio di Imma. Affascinato, Sam apre il piano e suona lo spartito, dando il via a una discesa in un incubo dal quale cerca di sottrarlo la fidanzata giunta a sorpresa per rincuorarlo e sincerarsi che non abbia avuto una ricaduta nella sua dipendenza da sostanze.
Federico Zampaglione prosegue il suo viaggio nell’horror, un viaggio nel presente del genere, ma fortemente ancorato alle suggestioni e al lascito espressivo dell’horror italiano soprattutto degli anni ’70. Diversamente dai film precedenti, questa volta il tono è meno sanguigno e più attratto dalla creazione di un’atmosfera inquietante e maligna. Rarefatto e teso soprattutto a elaborare la situazione e il clima psicologico, il film cerca di bilanciare una certa conseguente lentezza con un'astuta, ma un po' programmatica, gestione di jump-scare e incubi per poi, com'è naturale nel genere, avere una forte accelerata nell'ultimo terzo dove una violenza visionaria dai toni quasi fulciani prende possesso della storia e la vivacizza con efficacia
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MYMONETRO - GIUDIZIO MEDIO
4.18 - ASSOLUTAMENTE SÌ
1973, alla vigilia del golpe contro Allende, due agenti CIA, Chris e Lee, si trovano sull'Isola di Pasqua tra segreti, tensioni e verità in bilico. Espandi ▽
Santiago del Cile, 1973. Alla vigilia del golpe militare che rovescerà il governo democratico uccidendo il presidente socialista Allende, due uomini della CIA, il cinico Chris e il più giovane Lee, si recano sull’Isola di Pasqua per trascorrere qualche giorno da turisti. Chris ha problemi di memoria, qualche rimpianto, una strana compassione per le falene e la tentazione di smettere una buona volta di mentire. Lee lo accompagna e lo sorveglia, gravato da un compito doloroso. Intanto, il fatto che Chris voglia scrivere le sue memorie preoccupa il loro capo MJ al punto da fargli prendere un aereo per gestire la situazione di persona. Drammaturgo prima e poi sceneggiatore d’eccezione, irlandese come Beckett, McDonagh è al momento uno dei più ispirati cantori cinematografici dell’irrazionalità dell’esistenza, per di più capace di non rinunciare in alcun modo allo spettacolo e all’intrattenimento, e anzi sempre più maturo nella combinazione dei due elementi.
Wild Horse Nine è un apologo tragico e politico (il più politico dei film di McDonagh) sul mondo in cui viviamo.
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MYMONETRO
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Una storia intima di perdita e disperazione che diventa riflessione sul patriarcato. Con l'interpretazione potentissima di Filippo Timi.
Drammatico,
Italia 2026.
Durata 107 Minuti.
Paola Randi affronta uno dei casi di femminicidio più strazianti del recente passato attraverso lo sguardo e il travaglio di Gino Cecchettin, un padre che trasforma il dolore in presa di coscienza. Espandi ▽
Gino Cecchettin è un padre vedovo con tre figli che accudisce con amore, in sostituzione della moglie: Elena, Giulia e Davide. La prima vive già fuori casa, la seconda sta per laurearsi in ingegneria biomedica, il terzo è ancora minorenne. La notte in cui Giulia non torna a casa senza avvisare, cosa non da lei, Gino comincia a preoccuparsi, soprattutto dopo che scopre che lei era in compagnia del ragazzo che aveva da poco lasciato.
Tutto il paese veneto di Vigonovo, e poi anche la televisione nazionale, si mobilitano alla ricerca di Giulia, e in Gino e nei suoi famigliari cresce l'ansia per le sorti di quella ragazza di 22 anni solare e positiva, scomparsa alla vigilia di una laurea tanto attesa. Anche perché l'ex fidanzato era geloso, controllante, vittimista e ricattatorio, mentre Giulia, come dirà la sorella ai media, era una persona buona su cui i sensi di colpa facevano facile leva.
L'interpretazione di Filippo Timi nei panni di Gino Cecchettin è potentissima proprio perché fa passare attraverso il suo DNA maschile prima il dolore e poi la capacità di farne uso: Timi è carne, sangue, postura eretta e poi ripiegamento sofferente, mani che accudiscono e accarezzano, voce che scalda, e disperazione che squassa. Allo stesso modo Giulia, nel ricordo di Gino, è allegria, vitalità, futuro.
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MYMONETRO
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Un divertimento trascinante che procede a rotta di collo ci racconta la dimensione allegramente anarchica dell'infanzia.
Animazione,
USA 2026.
Durata 107 Minuti.
Dal meraviglioso e stravagante mondo di Dr. Seuss, Il Gatto col Cappello arriva per la prima volta sul grande schermo da protagonista di un film d'animazione. Espandi ▽
Un gatto col cappello a cilindro a righe bianche e rosse si diverte un mondo ad intrattenere bambini annoiati e fa di tutto per renderli follemente felici, ma al prezzo di scatenare un caos inarginabile che alza ai massimi livelli il disastrometro inventato dal suo capo. Prima di licenziarlo, su suggerimento della responsabile delle risorse umane che cerca di salvare il posto al suo amico col cappello, il capo concede al gatto un ultimo tentativo: un pacchetto di due giornate piovose n cui intrattenere due ragazzini usando come unico oggetto di divertimento…una patata con la corda, senza fare disastri. I due ragazzini sono Gabby e Sebastian, sorella e fratello che si sono appena trasferiti in una casa nuova al seguito della madre impegnata in un nuovo lavoro. Gabby è triste per aver lasciato indietro tutto ciò che amava e non le piace il nuovo appartamento, la cui padrona di casa Patty ha minacciato di cacciarli se faranno confusione o terranno con sé animali: come il pesce rosso di Sebastian.
Per la prima volta l’animazione di un personaggio simbolo della letteratura anglosassone per ragazzi,
Il gatto con il cappello, viene realizzata da un talento italiano, il regista e sceneggiatore bolognese Alessandro Carloni, che insieme alla sceneggiatrice statunitense di origine messicana Erica Rivinoja affronta un personaggio creato dal mitico Dr. Seuss, il fumettista americano che ha inventato il Grinch. L’animazione di Carloni procede a rotta di collo, entrando e uscendo da mondi fantastici, e
Il Gatto con il cappello trasmette anche visivamente ai ragazzi quella vena allegramente anarcoide secondo cui “ogni regola è fatta per essere infranta”.
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MYMONETRO
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Una formidabile occasione di disintossicazione dal rumore e di rimettersi in proporzione rispetto all'immensità del cosmo.
Documentario,
Francia 2025.
Durata 95 Minuti.
Un documentario poetico nei boschi, tra animali e suoni ancestrali che trasforma la natura in meditazione su tempo, memoria e vita. Espandi ▽
Un nonno, suo figlio e il figlio del figlio: Michel, Vincent (il regista) e Simon. Tre maschi di età diverse che condividono l’esperienza, più che consapevoli della sua rarità, di osservare da vicinissimo la natura. Rispettandola. Nelle foreste di conifere del dipartimento francese dei Vosgi, come a una base sicura dopo le loro esplorazioni, tornano in una baita di legno illuminata solo da candele. Sospeso tra i codici documentaristici e una sorta di sceneggiatura in cui i dialoghi tra familiari assomigliano a una fiaba sapienziale,
Whispers in the Woods è anche una formidabile occasione, che la visione in sala esalta al massimo, di disintossicazione dal rumore, che oggi non è più solo urbano ma ormai invade ogni spazio, anche periferico. Ricco di spunti didattici e pensato, in una schematica tripartizione, come un romanzo di formazione, ricorda anche l’irrilevanza dell’umano (“siamo in ciò che passa”), la continuità di vita e morte, che si riflette nel passaggio di testimone e di saperi tra generazioni ma anche nel ciclo degli esseri viventi, quali le piante.
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MYMONETRO
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Un horror "materno" e umanista, totalmente al femminile, che non teme la complessità.
Drammatico,
Italia 2025.
Durata 103 Minuti.
Una tragedia moderna dai toni del noir diurno in cui emergono gli elementi dell'horror psicologico. Espandi ▽
Nella lingua italiana, ferina è un aggettivo che richiama la natura selvaggia, bestiale, feroce delle belve. Solo in rari e poetici casi del passato letterario e mitologico diviene sostantivo, quale fiera assetata di incontrollabile violenza. Andrea Corsini la adotta al plurale femminile quale titolo del suo esordio nel lungometraggio sviluppato dall’omonimo corto del 2019. Horror “materno” e umanista per contenuto, linguaggio e atmosfere, Ferine affronta in primis il multiforme tema della maternità negata e surrogata avvalendosi della reazione ancestrale del mammifero femminile quando viene privato della prole. Il personaggio di Irene ne è emblematico: impossibilitata ad avere figli naturali, ricorre a un’illegale transazione con un’ambigua faccendiera per far propria una neonata partorita da una donna indigente. Ma un incidente stradale cambia il suo destino, e i suoi “appetiti”. Senza entrare, naturalmente, nelle pieghe sinottiche di una trama che non deve né può essere svelata, Ferine è un testo dal gesto metamorfico della sua protagonista che non si arrende alla perdita figliale. Ciò che Corsini mette in scena per il suo pubblico, dunque, altro non è che l’archetipo materno di protezione ad ogni costo. Irene è “tutte le madri” chiamate a sopravvivere contro tutto e contro tutti. Se formalmente il modello è l'horror classico italiano, specie quello "bestiale" e femminile alla Dario Argento, non esente da momenti splatter (e qui di cannibalismo), quello messo in racconto da
Ferine è un cinema che attrae e respinge contemporaneamente così come non può prescindere dal binomio della "bella e la bestia".
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MYMONETRO
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Un film che ci ricorda l'enormità del talento di George Michael e ci invade di nostalgia.
Documentario,
Regno Unito 2026.
Durata 113 Minuti.
George Michael è stato una delle star più influenti della sua generazione; la sua voce e il suo talento come autore hanno definito un'epoca. Espandi ▽
1986. Il duo Wham! si è sciolto dopo aver collezionato successi planetari, e George Michael ha deciso di debuttare da solista. Il suo primo album, Faith, uscirà l’anno successivo, diventando uno degli LP più venduti di tutti i tempi. Quando concepisce l’album George ha 24 anni, “come Prince e Michael Jackson” al loro esordio in solitaria, e il tour che accompagna Faith farà ovunque sold out e cementerà la reputazione del cantante inglese di origine greca come superstar della musica internazionale. Dal lato personale, all’epoca l’artista ha ricordato in un’intervista il suo essere appena uscito da una relazione che l’aveva devastato e l’essersi ritrovato sull’orlo di un nuovo rapporto sentimentale. L’album appena uscito era anche un modo per liberarsi della “sindrome dell’impostore” che lo aveva perseguitato all’epoca del successo con gli Wham! e per rivelare la sua vera natura, debolezze comprese, al di là dell’immagine pubblica patinata, liberandosi della paura che ci fosse “un aspetto di me che tutti avrebbero scoperto, e il mondo mi sarebbe crollato addosso”.
Quello che vediamo sul palco del concerto di Parigi nel 1988, filmato nell’arco di due serate di esibizione non stop, è un 25enne instancabile, che balla e salta sul palco per due ore, che gioca con il pubblico mimando una sessualità allegra e prepotente, e canta a gola tesa senza sbagliare una nota quei brani scritti da lui che lo raccontano come una creatura complessa e fragile, oltre che sensuale e carismatica: un performer irresistibile, un autentico animale da palcoscenico. Il film ci ricorda com’era il suo protagonista da ventenne, l’enormità del suo talento come cantante, autore, musicista e one man show, e ci invade di nostalgia per il suo percorso nel nostro passato e per l’allegria incontenibile del suo ritmo, e di dispiacere per la sua parabola di vita.
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MYMONETRO
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Audrey scopre il lato oscuro della grande distribuzione e la schiacciante pressione economica esercitata sui piccoli produttori Espandi ▽
Figlia di agricoltori e responsabile di reparto in un ipermercato di provincia, Audrey ottiene una promozione alla centrale acquisti della catena per cui lavora. È l'inizio di una nuova carriera, in un mondo di trattative, strategie e rapporti di forza che conosce ancora poco. Ma quando le esigenze del lavoro cominciano a intrecciarsi con la sua storia personale e con i legami familiari, Audrey si trova davanti a scelte sempre più difficili. Fino a che punto è disposta a spingersi per affermarsi?
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MYMONETRO
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Una storia d'amore con il cast giusto. Ma con un copione non all'altezza.
Commedia,
Italia 2026.
Sullo sfondo di Fiabilandia e della Riviera romagnola, il film racconta il confronto tra ambizione e desiderio, tra le aspettative costruite nel tempo e il coraggio di scegliere una strada nuova. Espandi ▽
Rimini. Si sta iniziando a girare una serie che ha come protagonista la famosa attrice Sofia Leone. Con lei arrivano il manager Diego, che è anche finanziatore della produzione e la fedele assistente Mary. Coprotagonista è Francesco Conti che nel passato le era stato molto vicino fino a quando Diego, che ha mire su di lei, lo aveva messo in una brutta situazione. Sul set di Fantasilandia, dove dovrà interpretare una keeper dello zoo ha come tutor Adrian che lavora lì. Tra i due nasce un sentimento inatteso che crea diversi problemi.
Un film in cui le diverse professionalità non vengono valorizzate da una sceneggiatura da feuilleton rosa.
Il cinema da sempre ha narrato la complessità dei sentimenti ma ci sono diverse modalità per portarla sullo schermo. Quella qui adottata (per un film che ha lo stesso titolo di una canzone di Alessandra Amoroso) aveva il cast giusto, che avrebbe potuto garantire un esito migliore se il copione fosse stato diverso.