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Abenamar

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Abū Bakr ibn Muḥammad ibn ʿAmmār (in arabo أَبُو بَكْر مُحَمّد بْن عَمَّار‎?), noto come Ibn ʿAmmār, e nelle fonti spagnole trovato come Abenámar, (Silves, 1031 – 1086) è stato un poeta arabo muwallad.

Ibn ʿAmmār discendeva da una famiglia iberica musulmana e divenne visir della taifa di Siviglia. Sebbene fosse povero e sconosciuto, la sua abilità nella poesia gli portò l'amicizia (o forse l'amore) del giovane Muḥammad al-Muʿtamid. Tuttavia, il padre di al-Muʿtamid disapprovava la relazione e lo mandò in esilio.[1]

al-Muʿtamid lo nominò primo ministro qualche tempo dopo la morte di suo padre ʿAbbād II al-Muʿtaḍid.[2] Ibn ʿAmmār era noto per essere imbattibile nel gioco degli scacchi; secondo ʿAbd al-Wāḥid al-Marrākushī, la sua vittoria in una partita convinse Alfonso VI di Castiglia a voltare le spalle a Siviglia.

Progettò l'annessione della taifa di Murcia al regno di Siviglia e convinse al-Muʿtamid a nominarlo suo governatore. Si proclamò re e interruppe i rapporti con al-Muʿtamid. Presto cadde in disgrazia, fu catturato in un'imboscata e imprigionato a Siviglia. al-Muʿtamid inizialmente era incline al perdono, ma in seguito fu irritato da qualcosa che lesse in una lettera intercettata inviata da Ibn ʿAmmār dalla sua cella di prigione. Il re uccise poi il poeta con le proprie mani.[3]

  • (EN) Philip Hitti, History of the Arabs: From the Earliest Times to the Present, London, Macmillan, 1956.
  • (EN) Enrique Sordo, Moorish Spain: Cordoba, Seville, Granada, London, Elek Books, 1963.
  • (EN) W. Montgomery Watt, A History of Islamic Spain, Edinburgh University Press, 1965.
Controllo di autoritàVIAF (EN) 96982884 · ISNI (EN) 0000 0000 9124 9805 · CERL cnp00294865 · LCCN (EN) nr96006405 · GND (DE) 102535744 · BNF (FR) cb16916707j (data) · J9U (EN, HE) 987007341411405171