Birkhall
| Birkhall | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Council area | Aberdeenshire |
| Località | Ballater |
| Coordinate | 57°01′44″N 3°04′26.69″W |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Costruzione | 1715 |
| Uso | residenza privata |
| Realizzazione | |
| Proprietario | Carlo III |
| Committente | Charles Gordon |
Birkhall è una residenza di campagna privata della famiglia reale britannica situata nell'Aberdeenshire, in Scozia, nella tenuta di Balmoral, circa 11 km a est del castello omonimo.[1] Costruita nel 1715 per il capitano Charles Gordon di Abergeldie e successivamente ampliata tra il XIX e il XX secolo, la casa, insieme ad alcune strutture del giardino, è tutelata come edificio classificato di categoria B.[2]
Acquistata nel 1849 dal principe Alberto per il figlio Alberto Edoardo, futuro Edoardo VII, Birkhall entrò nelle proprietà reali del Deeside. Nel XX secolo divenne particolarmente legata a Elizabeth Bowes-Lyon, che vi soggiornò dapprima con il marito Giorgio VI e, dopo la morte di quest'ultimo nel 1952, la utilizzò regolarmente come propria residenza estiva fino agli ultimi anni della sua vita.
Oggi Birkhall fa parte della tenuta privata di Balmoral, proprietà di Carlo III, ed è la residenza privata utilizzata dal sovrano e dalla regina Camilla durante i loro soggiorni in Scozia.[3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini e i Gordon di Abergeldie
[modifica | modifica wikitesto]Le origini di Birkhall sono legate ai Gordon di Abergeldie, nelle cui terre la proprietà si sviluppò ben prima di entrare nell'orbita della famiglia reale. Il luogo, anticamente noto come Stiren e attestato come Steirn in una carta del 1654, assunse una fisionomia più definita all'inizio del XVIII secolo, quando il capitano Charles Gordon vi fece costruire nel 1715 il nucleo della casa attuale.[4][2]
Attorno alla residenza prese forma nel corso del Settecento una proprietà rurale nella quale boschi e pascoli convivevano con terreni progressivamente sottratti alle zone umide e messi a coltura. Opere di drenaggio e recinzione accompagnarono questa trasformazione, che interessò anche gli immediati dintorni della casa: la vegetazione fu diradata per aprire la vista sul paesaggio e al giardino furono affiancate coltivazioni di alberi da frutto. Alla fine del secolo Birkhall comprendeva circa 100 acri di terreno arabile e una superficie analoga destinata al pascolo.[5]
La casa e le terre continuarono a far parte dei possedimenti di Abergeldie nella prima metà dell'Ottocento. Nel 1839 la residenza fu profondamente rinnovata e ampliata, mentre la proprietà conservò il carattere rurale maturato nel secolo precedente.[6] Negli anni Quaranta Birkhall apparteneva a Michael Francis Gordon di Abergeldie.[2]
L'acquisizione reale e l'età vittoriana
[modifica | modifica wikitesto]Birkhall entrò nella storia della famiglia reale britannica durante i primi soggiorni della regina Vittoria e del principe Alberto al castello di Balmoral. Nel 1849 Alberto acquistò la proprietà da Michael Francis Gordon, XV di Abergeldie, destinandola al figlio Alberto Edoardo, principe di Galles e futuro Edoardo VII.[2] La casa fu ampliata già nel 1850 su progetto di James Henderson di Kildrummy, che aggiunse una nuova ala al nucleo settecentesco.[2]
Negli anni successivi Birkhall entrò nella vita della corte riunita periodicamente nel Deeside. Tra settembre e ottobre 1856 vi soggiornò Florence Nightingale, ospite di Sir James Clark, medico della regina Vittoria, che allora occupava la casa. Durante la permanenza in Scozia Nightingale incontrò a Balmoral Vittoria e Alberto, con i quali discusse delle condizioni degli ospedali militari e della loro organizzazione.[7]
Con l'età adulta di Alberto Edoardo, tuttavia, Birkhall non divenne la residenza stabile che il padre aveva immaginato per lui. Il principe preferì soggiornare nella più ampia Abergeldie e conservò Birkhall fino al 1885, quando la vendette alla madre.[8] Tornata sotto il diretto controllo di Vittoria, la casa fu utilizzata per ospitare membri della famiglia e persone legate alla corte durante i soggiorni a Balmoral.[9]
Dall'età edoardiana agli York
[modifica | modifica wikitesto]Tra la fine dell'età vittoriana e i primi decenni del XX secolo Birkhall fu occupata da Sir Dighton Probyn, già al servizio di Edoardo VII e successivamente controllore della casa della regina Alessandra.[9] La sua presenza mantenne Birkhall nel sistema di residenze private gravitanti attorno a Balmoral, mentre la casa continuava a essere modificata: nel 1926-1927 furono installati un nuovo camino e una nuova pannellatura nella sala da pranzo.[2]
Negli anni Trenta Giorgio V mise Birkhall a disposizione del secondogenito Alberto, duca di York, e della moglie Elizabeth Bowes-Lyon. La coppia ne fece la propria casa durante i soggiorni a Balmoral, ridecorandone gli ambienti e ripiantando i giardini; vi trascorse le vacanze con le figlie Elisabetta e Margaret.[2][9]
Il legame della famiglia con Birkhall proseguì dopo l'ascesa al trono del duca di York come Giorgio VI nel 1936. All'inizio della seconda guerra mondiale Elisabetta e Margaret rimasero nella casa, prima di essere trasferite a Royal Lodge nel gennaio 1940.[10] Birkhall tornò ad avere un ruolo nella vita di Elisabetta nel 1947, quando lei e Filippo di Edimburgo vi trascorsero parte della luna di miele dopo il soggiorno a Broadlands, nell'Hampshire.[11]
La Regina Madre
[modifica | modifica wikitesto]La morte di Giorgio VI nel 1952 riportò Birkhall al centro della vita di Elizabeth Bowes-Lyon. Rimasta vedova e divenuta regina madre, riprese a utilizzare regolarmente la casa come propria residenza estiva nella tenuta di Balmoral, ritrovandovi un ambiente legato agli anni trascorsi con il marito prima e dopo l'ascesa al trono.[9]
Il ritorno della Regina Madre coincise con una nuova fase di trasformazione della proprietà. A metà degli anni Cinquanta fece ampliare la casa con una nuova ala e ne modernizzò gli ambienti; portò inoltre a compimento i progetti per il giardino elaborati con Giorgio VI negli anni Trenta.[12] Per il mezzo secolo successivo Birkhall rimase strettamente associata alla Regina Madre e alla dimensione privata della famiglia reale in Scozia, conservando un carattere più raccolto rispetto al castello di Balmoral.[9]
La Regina Madre continuò a utilizzare Birkhall fino agli ultimi anni della sua vita. Alla sua morte, il 30 marzo 2002, la casa non faceva parte del patrimonio personale trasmesso per testamento, ma apparteneva alla tenuta privata di Balmoral di Elisabetta II, che l'aveva messa a disposizione sia della madre sia del principe di Galles. Carlo continuò pertanto a utilizzarla dopo la morte della nonna.[13]
Carlo III
[modifica | modifica wikitesto]Legato a Birkhall fin dall'infanzia attraverso i soggiorni presso la nonna, Carlo ne fece progressivamente la propria principale dimora scozzese insieme a Camilla.[3] Nel giardino proseguì il lavoro della Regina Madre, conservandone l'impianto ma introducendo nel tempo nuovi elementi e piantumazioni.[9]
Nel 2020 Birkhall assunse temporaneamente anche un ruolo nella vita pubblica del principe. Durante la pandemia di COVID-19 Carlo e Camilla vi trascorsero il periodo di isolamento in Scozia e dalla casa il principe svolse impegni ufficiali a distanza; il 3 aprile aprì mediante collegamento video il NHS Nightingale Hospital di Londra.[14]
L'ascesa al trono di Carlo nel settembre 2022 non modificò l'uso della casa. Birkhall continua a essere la residenza privata di Carlo III e della regina Camilla nella tenuta di Balmoral, dove la coppia trascorre periodi sia privatamente sia in occasione degli impegni svolti in Scozia.[3]
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]Birkhall è il risultato di successive campagne edilizie sviluppatesi attorno al nucleo originario del 1715, una laird's house, tipologia di residenza storicamente associata ai proprietari terrieri scozzesi.[2] Nella prima metà dell'Ottocento la casa conservava ancora i caratteri di una residenza rurale dell'Aberdeenshire: nel 1842 era descritta, insieme alle principali costruzioni della zona, come edificata in granito e calce, con coperture in ardesia e legname di abete scozzese impiegato per il tetto e le opere di carpenteria.[15] La costruzione era stata profondamente riparata e ampliata nel 1839;[6] a questo intervento seguì nel 1850 una nuova campagna affidata a James Henderson di Kildrummy, alla quale si aggiunsero ulteriori trasformazioni tra XIX e XX secolo.[2][16]
Il prospetto sud-orientale conserva più chiaramente l'impianto della casa del 1715. Articolato in cinque campate, presenta al centro l'ingresso originario, raggiunto da una scala in granito con ringhiere decorative in ferro. Il portale, racchiuso da una cornice modanata, reca sull'architrave la data di costruzione e le iniziali «CG» e «RG» ed è sormontato da un pannello araldico quadrangolare entro una pesante cornice. Tre abbaini rivestiti in ardesia, aggiunti nella seconda metà dell'Ottocento, interrompono la falda del tetto. Sul prospetto posteriore una torre scalare circolare con copertura conica occupa l'angolo formato dal corpo originario e dalle aggiunte successive.[2]
L'ampliamento progettato da James Henderson nel 1850 modificò sostanzialmente l'organizzazione della residenza.[2][16] Una nuova ala a tre campate, disposta ad angolo retto rispetto alla casa preesistente, determinò il trasferimento dell'ingresso principale sul prospetto nord-orientale. L'accesso è preceduto da una porte-cochère lignea a timpano, sostenuta da quattro colonne ricavate da tronchi d'albero e completata da sedute agli angoli; sopra di essa si dispongono le finestre dei piani superiori e tre abbaini a timpano, questi ultimi aggiunti nella seconda metà dell'Ottocento. Sullo stesso prospetto un corpo di camino aggettante, databile intorno al 1850, occupa il centro della parete terminale del nucleo settecentesco.[2]
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento furono aggiunti ulteriori ambienti di servizio e un corpo a un solo piano sul lato sud-occidentale. Nel 1926-1927 la sala da pranzo fu rinnovata con l'installazione di un nuovo camino e di una nuova pannellatura.[2] Nel 1933 furono inoltre elaborate da James Miller, con Richard Gunn come principale assistente, proposte di modifica che non vennero realizzate.[16] Una nuova fase progettuale ebbe inizio nel 1953: Oliver Hill predispose alcuni disegni preliminari rimasti ineseguiti, mentre l'incarico passò ad Andrew Graham Henderson, autore dell'ampliamento successivamente realizzato.[16] Le estensioni di Henderson, destinate alla Regina Madre, furono completate nel 1955.[17]
L'intervento novecentesco incorporò e adattò il precedente corpo sud-occidentale, aggiungendo un'ala asimmetrica su due piani con sottotetto e seminterrato, disposta ad angolo retto rispetto alla costruzione esistente. Una seconda torre scalare circolare e alcuni avancorpi curvilinei articolano i nuovi prospetti, mentre gli spigoli smussati distinguono queste aggiunte dalle parti più antiche.[2] La Regina Madre accompagnò l'ampliamento con una più generale modernizzazione della residenza.[12]
Ulteriori aggiunte e modifiche furono affidate nel 1980-1981 allo studio Law & Dunbar-Nasmith, con Andrew P. K. Wright come architetto responsabile del progetto.[16] Nell'insieme, le successive trasformazioni hanno conservato una sostanziale continuità nei materiali e nei principali elementi esterni. Le finestre presentano prevalentemente infissi a ghigliottina con partizione a dodici riquadri; i tetti sono rivestiti in ardesia grigia e completati da colmi in pietra, timpani con bordi lapidei e comignoli alle sommità. Historic Environment Scotland individua proprio nella progressiva integrazione delle diverse fasi edilizie uno degli elementi d'interesse della residenza.[2]
Giardini e paesaggio
[modifica | modifica wikitesto]I giardini di Birkhall occupano il pendio esposto a sud che dalla casa digrada verso il fiume Muick e sono caratterizzati dall'incontro fra sistemazioni formali, coltivazioni produttive e il paesaggio boschivo circostante. L'impianto attuale deriva in larga parte dal lavoro intrapreso negli anni Trenta da Giorgio VI e dalla consorte Elizabeth Bowes-Lyon, allora duca e duchessa di York, che ripiantarono i giardini e ne elaborarono insieme la sistemazione; dopo la morte del sovrano nel 1952, la Regina Madre ne proseguì lo sviluppo per il resto della sua lunga permanenza a Birkhall.[2][12][18]
Il dislivello determina l'organizzazione del giardino in una successione di terrazze. La parte formale a sud-est della casa, databile intorno al 1935, è articolata mediante gradinate e muri di contenimento in granito e comprende elementi di ars topiaria.[2] Alla fine degli anni Ottanta il giardino era protetto dai venti mediante fitte siepi e fasce alberate, mentre i muri delle terrazze erano utilizzati anche per la coltivazione di alberi da frutto a spalliera.[18]
Alla base delle terrazze si estende il cosiddetto Bell Garden, così chiamato per la caratteristica forma a campana. Già sotto la Regina Madre era organizzato come un orto formale nel quale verdure, piccoli frutti e fiori erano coltivati insieme, secondo una tradizione che combinava funzione produttiva e ornamentale.[18] Il percorso centrale era fiancheggiato da una lunga doppia bordura di Phlox paniculata 'Windsor', una delle varietà predilette dalla Regina Madre e documentata ancora nel 1991 da un acquerello conservato nella Royal Collection.[12] Durante l'uso di Birkhall da parte di Carlo, i Phlox furono sostituiti in questa parte del giardino da piantumazioni di Salvia horminum, mentre nuovi esemplari di tasso potati furono introdotti per rafforzarne la struttura durante l'inverno.[9]
Un altro elemento rende particolarmente evidente la continuità fra le due fasi del giardino. Negli anni Ottanta il giardiniere James Kerr aveva ricavato nel prato, ai due lati della scalinata centrale, due monogrammi «ER» in onore di Elizabeth, riempiendoli stagionalmente con piante annuali.[18] Dopo la morte della Regina Madre la composizione fu modificata: le iniziali, delineate in bosso potato, divennero «ER» per Elizabeth Regina e «CP» per Charles Princeps, come omaggio di Carlo alla precedente occupante della casa.[9]
Carlo mantenne l'impianto ereditato introducendovi nuove sistemazioni. Sulla terrazza superiore realizzò un percorso disseminato di timo e sostituì una precedente siepe frangivento con un muro in pietra terminante in un gazebo commemorativo dedicato alla Regina Madre. A ovest della casa creò inoltre uno stumpery, ispirato a quello di Highgrove, nel quale ceppi e tronchi sono integrati con felci, hosta e altre specie adatte alle condizioni umide del sito.[9] La funzione produttiva è rimasta parte integrante del giardino, gestito secondo principi di orticoltura biologica e destinato anche a fornire frutta, ortaggi e fiori alla casa.[19]
Procedendo dalle parti formali verso il Muick, il giardino assume progressivamente un carattere boschivo e comprende percorsi che raggiungono il corso d'acqua e un'isola. Già alla fine degli anni Ottanta le periodiche piene del Muick avevano causato erosione e danneggiamenti nelle zone più basse, rendendo necessarie specifiche piantumazioni protettive.[18] La vulnerabilità del sito è rimasta nel tempo: durante le inondazioni dell'inverno 2015-2016 il giardino subì nuovamente danni significativi.[20]
Proprietà e territorio
[modifica | modifica wikitesto]Storicamente Birkhall costituiva una proprietà fondiaria distinta dalla vicina tenuta di Balmoral. Quando fu acquistata dal principe Alberto intorno al 1849, comprendeva circa 2.400 ettari (6.000 acri) e confinava con le terre rimaste agli Abergeldie.[21]
La delimitazione della proprietà rimase rilevante anche dopo l'acquisizione reale. Nel 1879 una controversia fra il principe di Galles, futuro Edoardo VII, e H. M. Gordon riguardò la linea di confine fra le terre di Birkhall e quelle di Abergeldie. Un piano conservato dai National Records of Scotland documenta il tracciato mettendolo in relazione con una precedente planimetria di John Innes del 1806 e con i cippi di confine collocati sul terreno nell'agosto 1879.[22]
La proprietà conservò inoltre una dimensione produttiva legata allo sfruttamento dei boschi. Ancora nel 1935 la Birkhall Estate disponeva di una segheria gestita dalla Forestry Commission, nella quale veniva lavorato il legname proveniente dalla proprietà e trattato quello ricavato dagli interventi di diradamento.[23]
Nell'assetto contemporaneo Birkhall è parte della più ampia tenuta privata di Balmoral. Il Royal Household la descriveva già nel 2002 come una residenza situata nella proprietà privata di Balmoral di Elisabetta II; oggi la Balmoral Estate, estesa complessivamente per oltre 20.000 ettari, appartiene privatamente a Carlo III.[13][24][25]
Edifici e strutture della proprietà
[modifica | modifica wikitesto]Attorno alla residenza principale si è sviluppato nel tempo un insieme di edifici minori e infrastrutture destinati alla vita familiare, alla fruizione dei giardini e alle attività della proprietà. Tra le strutture legate al giardino si trova, a sud-ovest della casa, una summer house ottagonale in legno, probabilmente risalente a circa il 1935 e concepita come luogo di sosta e riparo lungo i percorsi esterni; presenta un ingresso a timpano, una copertura in paglia e panche interne.[2] Alla stessa fase appartiene la cosiddetta Wendy House, una casetta da gioco destinata ai bambini della famiglia reale. Costruita in legno con tetto di paglia, rivestimento in corteccia e finestre a losanga piombate, fu utilizzata durante l'infanzia dalle principesse Elisabetta e Margaret e successivamente dalle generazioni più giovani della famiglia reale.[2][18][9]
Altri piccoli padiglioni destinati alla sosta e alla fruizione del paesaggio furono realizzati lungo il fiume Muick. Su un'isola naturale formata dal corso del fiume, nel 1988 era ancora documentato un piccolo padiglione da giardino di gusto gotico, collocato nel 1916 e ormai in parte inglobato dalla vegetazione.[18] In epoca successiva sull'isola fu realizzata una nuova summer house in cob, ricevuta da Carlo, allora principe di Galles, come dono per il suo sessantesimo compleanno. La struttura costituisce un luogo di sosta all'interno del giardino ed è raggiunta attraverso un piccolo ponte ricavato dal tronco di un olmo morto proveniente dalla tenuta di Balmoral.[9]
La rete dei percorsi è completata dal ponte sospeso pedonale sul Muick, che consente l'attraversamento del fiume all'interno della proprietà. Realizzato intorno al 1885 secondo il sistema della ditta Messrs Harper & Company di Aberdeen, ha una luce di circa 18 metri e presenta un impalcato metallico sostenuto da funi d'acciaio e pilastri ottagonali in ghisa. Historic Environment Scotland lo considera un significativo esempio di ingegneria applicata alle tenute ottocentesche.[26] Nel corso del Novecento rimase inoltre uno degli elementi caratteristici dei percorsi utilizzati dalla famiglia reale a Birkhall.[18]
Le principali strutture di servizio documentano invece le attività necessarie al funzionamento della proprietà. Le scuderie, il cui nucleo risale a circa il 1800, erano originariamente destinate al ricovero dei cavalli; nel 1932-1933 furono ampliate e adattate alle nuove esigenze con l'introduzione di un garage e di ambienti per il personale, riflettendo il passaggio dal trasporto ippico a quello automobilistico.[27] Alle loro spalle sorgono due locali lignei destinati alla conservazione della selvaggina (game larders), realizzati rispettivamente intorno al 1935 e al 1950 e utilizzati nell'ambito delle attività venatorie della proprietà.[28]
A sud della residenza si trova infine la Keeper's House, costruita intorno al 1875 come abitazione del personale addetto alla sorveglianza e alla gestione venatoria della proprietà. Il cottage, a un solo piano e realizzato in granito, presenta caratteri riconducibili allo stile chalet svizzero ed è affiancato da canili e da un piccolo alloggio di servizio (bothy), formando un complesso funzionale alle attività della tenuta.[29]
Tutela
[modifica | modifica wikitesto]Birkhall è sottoposta a tutela come edificio classificato in Scozia. La casa principale, insieme alla summer house storica, alla Wendy House, al cancello del giardino e alle terrazze, è classificata dal 16 aprile 1971 nella categoria B da Historic Environment Scotland, riservata agli edifici di speciale interesse architettonico o storico che costituiscono esempi importanti di un determinato periodo, stile o tipologia.[2][30]
La tutela si estende anche a diverse strutture della proprietà mediante designazioni autonome. Il ponte sospeso sul Muick, le scuderie e la Keeper's House sono classificati in categoria B dal 12 marzo 2010, mentre i due locali destinati alla conservazione della selvaggina sono classificati in categoria C.[26][27][29][28] Historic Environment Scotland considera inoltre la casa, i ponti e le principali strutture di servizio come un insieme unitario di particolare interesse, nel quale gli edifici accessori contribuiscono a conservare la leggibilità storica di Birkhall come proprietà rurale organizzata attorno alla residenza principale.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Sally Bedell Smith, Charles and Camilla's Scottish Love Nest, su Royals Extra, 14 gennaio 2024. URL consultato il 12 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 (EN) Birkhall with Summer House, Wendy House, Garden Gate and Terraces, su Historic Environment Scotland. URL consultato il 10 agosto 2026.
- 1 2 3 (EN) Their Majesties' work in Scotland, su The Royal Family. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Birkhall, su Trove, Historic Environment Scotland. URL consultato il 10 agosto 2026.
- ↑ (EN) George Brown, United Parishes of Glenmuick, Tullich and Glengairn (PDF), in The Statistical Account of Scotland, XII, Edimburgo, William Creech, 1794, pp. 217-218. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Samuel Lewis, A Topographical Dictionary of Scotland, I, 2ª, Londra, S. Lewis and Co., 1851, p. 508. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) The Duchess of Cornwall sends a message of support to NHS Nightingale North West Hospital, su The Royal Family, 17 aprile 2020. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Marie Belloc Lowndes, His Most Gracious Majesty King Edward VII, Londra, Grant Richards, 1901, p. 307. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Alan Titchmarsh, Birkhall: The home of The Prince of Wales on the Balmoral estate, Aberdeenshire, in Country Life, 12 settembre 2022. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Edward Owens, 'Now it's up to us all – not kings and queens': the royal family at war, in The Family Firm: Monarchy, Mass Media and the British Public, 1932–53, Londra, University of London Press, 2019. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Family life, su The Royal Family. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Birkhall, su Royal Collection Trust. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Will of Queen Elizabeth The Queen Mother, su The Royal Family, 16 maggio 2002. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) HRH The Prince Charles, Duke of Rothesay, opens the NHS Nightingale Hospital via video link from Birkhall, Scotland, su The Royal Family, 3 aprile 2020. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Hugh Burgess, United Parishes of Glenmuick, Tullich and Glengairn (PDF), in The New Statistical Account of Scotland, XII, Edimburgo; Londra, William Blackwood and Sons, 1845, p. 778. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 (EN) Birkhall, su Dictionary of Scottish Architects, Historic Environment Scotland. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Andrew Graham Henderson, su Mackintosh Architecture, University of Glasgow. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Marjorie Gascoyne-Cecil, marchesa di Salisbury e Derry Moore, The Gardens of Queen Elizabeth the Queen Mother: A Personal Tour with the Marchioness of Salisbury, Topsfield, Salem House, 1988, pp. 161-187, ISBN 0-88162-358-X. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Charles, principe di Galles e Stephanie Donaldson, The Elements of Organic Gardening: Highgrove, Clarence House, Birkhall, Londra, Weidenfeld & Nicolson, 2007, ISBN 978-0-297-84416-7. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Simon Perry, Prince Charles' Magnificent Gardens Have Suffered 'Significant Damage' in Storms, PEOPLE Confirms, in People, 5 gennaio 2016. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Walter Gilbey, The Royal Family and Farming: George III to George V (PDF), Londra, Vinton & Co., 1911, p. 22. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Copy plan consisting of Ordnance Survey 6 inch sheet marked to show line of march between lands of Birkhall and Abergeldie, su National Records of Scotland, 1879. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) R. Butter, Royal Scottish Forestry Society: Excursion to Deeside, 1935 (PDF), in Journal of the Forestry Commission, n. 15, aprile 1936, p. 21. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Balmoral Estate, su Balmoral Castle. URL consultato l'11 agosto 2026.
- ↑ (EN) Royal Finances, su The Royal Family. URL consultato l'11 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Birkhall, Rope Bridge, su Historic Environment Scotland. URL consultato il 12 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Birkhall, Stables (Garage), su Historic Environment Scotland. URL consultato il 12 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Birkhall, Larders, su Historic Environment Scotland. URL consultato il 12 agosto 2026.
- 1 2 (EN) Birkhall, Keeper's House, su Historic Environment Scotland. URL consultato il 12 agosto 2026.
- ↑ (EN) Annex 2: Listed buildings, su Historic Environment Scotland. URL consultato il 12 agosto 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) George Brown, United Parishes of Glenmuick, Tullich and Glengairn (PDF), in The Statistical Account of Scotland, XII, Edimburgo, William Creech, 1794.
- (EN) Hugh Burgess, United Parishes of Glenmuick, Tullich and Glengairn (PDF), in The New Statistical Account of Scotland, XII, Edimburgo; Londra, William Blackwood and Sons, 1845.
- (EN) Samuel Lewis, A Topographical Dictionary of Scotland, I, 2ª, Londra, S. Lewis and Co., 1851.
- (EN) Marie Belloc Lowndes, His Most Gracious Majesty King Edward VII, Londra, Grant Richards, 1901.
- (EN) Walter Gilbey, The Royal Family and Farming: George III to George V (PDF), Londra, Vinton & Co., 1911.
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- (EN) Edward Owens, 'Now it's up to us all – not kings and queens': the royal family at war, in The Family Firm: Monarchy, Mass Media and the British Public, 1932–53, Londra, University of London Press, 2019.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Birkhall with Summer House, Wendy House, Garden Gate and Terraces, su Historic Environment Scotland.
- Birkhall, su Trove, Historic Environment Scotland.
